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“Finalmente c’è la parola ‘fine’ a questa vicenda”. Così il maggiore dei carabinieri, Gian Paolo Scafarto, prosciolto oggi dal gup di Roma da tutte le accuse nell’inchiesta Consip. Scafarto era accusato di rivelazione di segreto, falso in atto pubblico e depistaggio. “Oggi è un giorno bellissimo, sin dal principio mi sono dichiarato estraneo a questa vicenda. Non guardo dietro, ma solo avanti”, ha detto il maggiore

Consip, la procura impugnerà proscioglimenti Scafarto e Sessa

La procura di Roma impugnerà in Corte d’Appello la sentenza con cui il gup, Clementina Forleo, ha prosciolto dalle accuse il maggiore dei carabinieri, ex Noe, Giampaolo Scafarto e il colonnello dell’Arma, Alessandro Sessa. Questo è quanto si apprende da fonti inquirenti.

L’ERRORE

non ci fu l’alterazione di una informativa con l’obiettivo di arrestare Tiziano Renzi. “Si tratta di errore sicuramente involontario – afferma il giudice – presumibilmente dovuto a una omessa correzione dell’informativa al momento della sua ultima stesura a meno di non voler attribuire all’imputato comportamenti del tutto illogici e anzi ‘schizofrenici’”.

Il passaggio dell’informativa finito agli atti dell’indagine è quello in cui la frase “Renzi l’ultima volta che l’ho incontrato” viene attribuita all’imprenditore napoletano, Alfredo Romeo, mentre a parlare è l’ex deputato di An Italo Bocchino.

LEGGI ANCHE: CONSIP. Il maggiore Gianpaolo Scafarto e il colonnello Alessandro Sessa sono stati prosciolti, ma dopo il massacro mediatico nessuno ne parla

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