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Nelle ultime ore i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno effettuato tre interventi su casi di donne vittime di maltrattamenti tra le mura domestiche.

I militari della Compagnia di Seregno sono intervenuti a Seveso (MB), su richiesta dei vicini di casa di una coppia formata da una badante 44enne ucraina e da un operaio 29enne rumeno. All’arrivo dei Carabinieri la donna perdeva sangue dalla testa, a causa dei colpi ricevuti dal marito, che non aveva esitato a spingerla con violenza contro lo spigolo di un muro. La lite, nata per futili motivi, è poi degenerata, nonostante la presenza dei due figli minori della coppia. Per l’uomo, incensurato, sono scattate le manette. Dai successivi approfondimenti è emerso che il 29enne teneva comportamenti violenti nei confronti della consorte da circa due anni, senza apparente motivo, mai denunciati.

Gli uomini del Nucleo Radiomobile di Milano sono invece intervenuti, nel corso della notte, in zona S. Siro, su richiesta della figlia 30enne di una coppia formata da un disoccupato, 59enne, e da una collaboratrice domestica, 53enne, entrambi italiani. L’uomo, già noto alla Giustizia, ha atteso il rientro della compagna, accusandola di essere stata troppo tempo fuori casa e di avere trascurato le faccende domestiche. Accecato dall’ira è passato alle vie di fatto, colpendo la donna con calci, pugni e stringendole le mani al collo, minacciando finanche di buttarla giù dal balcone. L’intervento dei militari ha posto fine ai soprusi. Dal racconto della vittima è emerso che le discussioni per futili motivi erano all’ordine del giorno, tant’è che già in una occasione la donna aveva querelato il compagno, salvo poi ritirare la denuncia.

Le porte del carcere di Monza si sono infine aperte per un 38enne italiano, pluripregiudicato, tratto in arresto dai Carabinieri della Tenenza di Cologno Monzese (MI), intervenuti su richiesta della madre 57enne, convivente. L’uomo, sottoposto fino al giorno prima a una misura cautelare in carcere per atti persecutori nei confronti della ex compagna, posto in libertà, aveva deciso di tornare a vivere presso l’abitazione della madre, senza tuttavia il benestare di quest’ultima. Rientrato a casa a tarda notte, ubriaco, ha iniziato a discutere con la donna che ha stigmatizzato le sue abitudini, scatenandone la rabbia, in seguito esplosa con ingiurie, minacce e botte. La signora è stata ripetutamente colpita alla testa con la cornetta di un telefono, riportando diverse ferite.

Roma, 16 marzo 2016
fonte Arma dei Carabinieri

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