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Hanno dormito in macchina fino alle 6 del mattino. Un risveglio con le ossa rotte, la colazione con il cappuccino e poi al lavoro in commissariato.

Succede anche questo nella Roma città del Giubileo. Mancano tre giorni all’apertura della Porta Santa, l’allerta su Roma è al livello massimo, 4, ma alcuni dei nostri poliziotti sono «infreddoliti». C’è un gruppo di agenti, soprattutto di Napoli e Caserta e provincia, che negli ultimi giorni ha dormito qualche volta in macchina, davanti al commissariato a cui sono stati assegnati. Non ci sono alloggi di polizia per loro, non hanno avuto il tempo, e soprattutto i soldi, per trovare una stanza a Roma. Con uno stipendio intorno ai 1300 euro, senza nessun gettone, arrotondamento di stipendio, per l’ emergenza terrorismo, trovare casa nella città con gli affitti più costosi d’Italia è praticamente impossibile. I nuovi trasferiti «non sono stati affatto agevolati con i turni – spiega Fabio Conesta, segretario di Roma del sindacato Sap dei poliziotti e qualcuno ci ha chiamato raccontandoci di aver passato la notte nella propria auto». Uno di loro, di Caserta, ha preso servizio con i brividi e gli arti indolenziti. Non vogliono dare nomi, perché hanno tutti paura di denunce da parte dell’amministrazione dopo che il questore ha aperto un’inchiesta interna su chi si è lamentato dei giubbotti antiproiettili.

Gli agenti trasferiti nella Capitale dal 23 novembre sono stati 400, 100 gli aggregati, ovvero poliziotti che rimarranno in città per trenta giorni, a rotazione. L’alloggio è un diritto solo per questi ultimi, ma un’organizzazione di «punti di appoggio» per una massa così imponente di nuove leve «sarebbe stata necessaria, mentre ora spiega ancora Conesta la polizia si riduce a chiedere ospitalità ad altre forze dell’ordine».

Vista l’emergenza, negli ultimi giorni sarebbe stata infatti chiesta la disponibilità di strutture ai vigili del fuoco e alle guardie forestali. Questa è la situazione dei trasferiti. Ma gli aggregati non se la passano benissimo. I poliziotti romani solo «a tempo» hanno posti letto sull’Aurelia, ma mancano le navette per portarli ai commissariati dove prestano servizio. Ogni mattina file di agenti aspettano il bus perdendo oltre due ore negli spostamenti. Trattati «come mandrie», riassume Conesta.

L’allarme è a livello 4, ma, denuncia sempre il sindacato, per il controllo di San Pietro sono arrivati dieci agenti trasferiti e venti aggregati, «e la notte mancano sempre i graduati». Si pone poi il problema di altri territori sguarniti dopo i trasferimenti. «A Rovigo aggiorna il segretario generale del Sap, Gianni Tonelli questore e prefetto hanno invitato la gente ad asserragliarsi in casa perché imperversano le bande dell’est. Questa è la resa dello Stato. Invece di lanciare spot, il ministro dell’Interno potrebbe concentrarsi su quello che è realmente l’attività concreta del suo ministero, per esempio la logistica: trovare gli alloggi per i cinquecento a Roma».

Fonte IL GIORNALE

Roma, 6 dicembre 2015

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