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Questo disturbo costituisce un campanello di allarme che dovrebbe condurre a un approfondimento diagnostico con la capillaroscopia. Questa malattia, colpendo il viso e le mani, non limita chi ne soffre solo nelle attività quotidiane, ma cambia la fisionomia e mette in crisi l’identità stessa delle persone con evidenti ripercussioni sulla vita di relazione.

L’interessamento degli organi interni come i polmoni e il cuore può avere gravi conseguenze, ma purtroppo ancora oggi non esiste una cura definitiva.

Essere curati da specialisti con esperienza fa la differenza
Con una diagnosi precoce e un uso ottimale delle diverse terapie a disposizione si possono però migliorare molto le condizioni, garantendo ai pazienti una buona qualità di vita, un rallentamento anche notevole dell’evoluzione della patologia e una lunga sopravvivenza.Ecco perché è importante avere centri di riferimento che facilitino l’accesso ai malati, agevolino i loro controlli nel tempo per poter prevenire o individuare tempestivamente le complicanze e offrano ai pazienti l’accesso a protocolli di ricerca con cure sperimentali.Recentemete il GILS ha presentato a quattro strutture sanitarie di Milano (conosciute in tutta Italia per la loro alta specializzazione, eccellenza ed interesse nei confronti della Sclerosi Sistemica) il nuovo progetto ScleroNet, chiedendo di condividerlo. Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Ospedale Metropolitano Niguarda, Ospedale di Legnano e IRCCS Istituto Clinico Humanitas hanno risposto sì alla chiamata dell’Associazione, creando così una rete integrata di unità operative e ambulatori, riconosciuti come centri di alta specializzazione e di eccellenza nel percorso diagnostico terapeutico per i pazienti affetti da sclerosi sistemica.

corriere.it

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