Manovra: Gentiloni dice No all’Ue

Arriva un secco No del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, alla richiesta dell’Unione europea di misure per rientrare del deficit in eccesso rispetto alla soglia del 2,4% del pil. Una manovra correttiva di 3,4 miliardi di euro, in assenza della quale si rischia una procedura d’infrazione tanto temuta dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.
«Una risposta arriverà, ma il governo procederà con nuove misure concrete per il terremoto già dalla prossima settimana, indipendentemente da come si risponderà alla richiesta della Commissione di effettuare un aggiustamento», ha detto Padoan. «In questi due giorni si è parlato molto del fatto che dopo la Brexit, dopo la nuova amministrazione Usa, il terreno di gioco è cambiato e quindi l’Ue deve prendere atto sia dei suoi successi passati che delle nuove sfide e non si può continuare come se non fosse successo niente soprattutto in questo anno politicamente complicato per molti paesi».
Padoan invita Bruxelles a riflettere e ricorda che «una procedura di infrazione sarebbe un grosso problema in termini di reputazione che l’Italia ha costruito, sarebbe un’inversione a U rispetto a quello che è stato costruito fino ad adesso».
Un monito a evitare un eccesso di rigore, seguito dalle parole del presidente del consiglio, Paolo Gentiloni, ieri a Madrid per un incontro con il premier spagnolo Mariano Rajoy. «L’espressione manovra correttiva mi crea qualche scompenso…», ha detto Gentiloni. «Confido che l’Unione europea non sarà affatto sorda e cieca di fronte agli eventi che hanno causato problemi e danni al nostro paese. Farebbe un pessimo servizio a se stessa. L’Italia ha bisogno di politiche espansive. Stiamo negoziando, come sempre rispetteremo le regole ma lo faremo senza in alcun modo manovre che possono avere effetti depressivi e confermando l’azione riformatrice portata avanti in questi anni».

Riccardo Ghezzi
Roma, 29/1/2017