Le risate e l’esultanza dopo gli spari a Manuel: “Ci prendiamo tutta la piazza, è nostra”

L’informativa sui Casalesi al pub – A rinforzare la pista mafiosa del caso c’è il particolare di cui parla un’informativa: sembra che quella sera al pub ci fossero i figli del boss dei Casalesi trapiantato ad Acilia, Mario Iovine. Quanto alla decisione di costituirsi presa da Marinelli e Bazzano, secondo gli inquirenti non è di grande rilievo: i due sapevano di avere gli uomini della Mobile addosso. E poi c’è una confessione ritenuta dai magistrati solo parziale. “Hanno cercato di limitare le proprie responsabilità”, secondo gli inquirenti.

Il giallo della pistola – Per i due l’accusa è di tentato omicidio con l’aggravante di motivi “futili e abbietti”. Alla base del gesto c’è infatti la volontà di una vendetta violenta, con un’azione premeditata, secondo la Procura. Marinelli ha ammesso di aver sparato dopo aver preso la pistola che aveva nascosto, mentre Bazzano ha detto di non sapere che l’amico avesse un’arma. “Gli ho detto ‘ma cosa hai combinato?’ e lui mi ha chiesto di portarlo a casa da suo figlio”. Tutto confermato dall’altro. Ma i pm non ci credono, mentre ritengono “verosimile che Bazzano” sapesse “di essere tornato sul luogo per punire coloro che avevano picchiato l’amico e che tale comportamento possa giustificarsi solo essendo certo della possibilità di utilizzare l’arma”. (fonte: tgcom24)

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