Condividi

“Sono stati anni duri, terribili, avvolti da un dolore immenso e costretti ad affrontare la vita nelle sue difficoltà, ma lo abbiamo fatto con la schiena dritta, con dignità, sobrietà, con orgoglio, senza mostrare mai un attimo di cedimento, soffocando pubblicamente il dolore e imparando a convivere con esso” sono queste le parole di Marco Intravaia a Monreale press, oggi infatti ricorre il 15esimo anno dalla strage di Nassirya dove morirono 19 italiani di cui 12 Carabinieri, 5 militari del nostro esercito e 2 civili.

Tra loro, il suo papà Domenico, un vicebrigadiere dei carabinieri originario di Monreale, assieme ai colleghi della missione Antica Babilonia conclusasi nel 2006. I militari italiani erano impegnati in missione di pace, per aiutare la popolazione civile ripristinando, fra l’altro, condotte idriche e salvando dallo sciacallaggio opere d’arte che ci raccontano gli albori dell’umanità.

Leggi anche:  Ex carabiniere aggredito in Brasile: è in coma farmacologico. I famigliari "Avevamo contattato la Farnesina.."

Attraverso un’intervista rilasciata al Giornale, Marco ha riferito di come seppe di quel drammatico avvenimento: “Andavo al liceo, avevo quindici anni e mezzo. Ero in classe. Alla mia compagna di banco arrivò un sms con il flash di un notiziario che riportava la notizia di un attacco a un contingente italiano. Ebbi come un presentimento e telefonai a casa. Mi rispose un parente che non aveva motivo di essere lì. Capii tutto”.

Intravaia ha scoperto che il padre era morto tra i banchi del liceo. Sul profilo social del giovane oggi sventola un imponente bandiera italiana, che dovrebbe aiutarci a consolidare una certezza: il sacrificio di Domenico e di tutti i carabinieri e i militari caduti a Nassirya non può e non deve essere dimenticato.

Leggi anche:  Salute, 'blitz' carabinieri del Nas in centri estetici

 

Articolo precedenteUscito il nuovo concorso per Allievi Agenti della Polizia di Stato. Tutti i requisiti
Prossimo articolo"Il boato, la carneficina, le urla, le lacrime": sono passati 15 anni, ma non smette di fare male..

Nessun commento

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.