Pedopornografia, il peggiore dei reati: maresciallo arrestato dai colleghi resta in carcere

Il tribunale del riesame di Torino ha respinto la richiesta di scarcerazione del maresciallo della guardia di finanza (sospeso dal servizio) in forza al gruppo Aosta e arrestato il 7 giugno per detenzione di materiale pedopornografico. L’istanza era stata presentata dal suo avvocato, Davide Meloni.

Nei giorni scorsi anche il gip di Torino gli aveva negato i domiciliari, chiesti nell’interrogatorio di garanzia del 12 giugno. L’uomo e’ in carcere Verbania.

Coordinata dal pm di Torino Lisa Bergamasco, l’inchiesta è nata dopo che il finanziere era stato scoperto dai suoi colleghi – in base alle indagini – a falsificare attestazioni dell’Usl di Aosta per beneficiare di periodi di licenza straordinaria.

 

 

Durante le perquisizioni erano stati sequestrati pc e dispositivi informatici sui quali, secondo i finanzieri, è stato trovato “copioso materiale pornografico con immagini inequivocabilmente riferito a minorenni”, oltre a “file di testo contenenti i percorsi per raggiungere siti del dark web”.