Mario Cerciello Rega, la moglie Rosa Maria a un anno dalla scomparsa: “Mario un eroe, non infangare il suo nome”

“La storia è ricca di biechi tentativi di stravolgere le cose tentando di screditare e infangare eroi che come il nostro Mario è caduto nell’adempimento del dovere per difendere il diritto, per tutelare tutti noi”

E’ Rosa Maria Esilio a parlare all’ADNKRONOS, e lo fa ricordando, a un anno dal suo omicidio, Mario Cerciello Rega, amato marito caduto nella notte tra il 26 e 27 Luglio sotto 11 fendenti dall’americano Finnegan Lee Elder. mentre si trovava in servizio nel centro di Roma.

“Mio marito è nei miei pensieri sempre, di giorno e di notte, perché lui mi accompagna nella vita quotidiana e nei miei sogni. I suoi occhi grandi azzurri li ho dovuti chiudere io per sempre quella notte del 26 luglio 2019 e non li rivedrò mai più”.

Un amore vero, profondo, di quelli che lascia senza fiato, celebrato con un matrimonio appena 43 giorni prima della sua scomparsa

“Noi ci siamo conosciuti più di dieci anni fa, ci siamo scelti e innamorati subito, siamo cresciuti e abbiamo costruito il nostro progetto d’amore con tanti sacrifici e passione. Un amore viscerale il nostro – racconta ancora Rosa Maria – noi un tutt’uno. Avevamo scelto Roma come nostra casa dove sognavamo di far nascere e crescere i nostri figli per dare loro tutte le possibilità di un avvenire migliore. Era un marito perfetto; eravamo complici, perfettamente in sintonia”.

Il manifesto a Roma: “sentivo di dover fare qualcosa per lui per ricordarlo nel giorno del suo compleanno, il suo primo compleanno lontano da me, ma sempre con me”

“Sentivo di dover fare qualcosa per lui – spiega Rosa Maria – per ricordarlo nel giorno del suo compleanno, il suo primo compleanno lontano da me, ma sempre con me. La scelta del luogo non è casuale, per me questo è un luogo sacro, è il mio cimitero a Roma, qui Mario ha dato il suo sangue ed ha lasciato l’anima. Avevo il desiderio di vedere mio marito su tutta Roma perché, da quella notte nera lo cerco ovunque e il mio sguardo si è imbattuto su questi due pannelli pubblicitari bianchi e ho pensato che quello potesse essere la sua finestra, da dove si affaccia, mi guarda e sorveglia la città”.

“Mio marito Mario era un Vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri ucciso mentre svolgeva il suo servizio. Tutti gli attacchi e le insinuazioni verso l’Arma dei Carabinieri sono offensivi, non rispettano lui, non rispettano la sua fede, la sua fiamma e la sua morte per mano di assassini mentre conduceva il suo difficile lavoro. Ma non c’è da meravigliarsi: la storia è ricca di biechi tentativi di stravolgere le cose tentando di screditare e infangare eroi che come il nostro Mario è caduto nell’adempimento del dovere per difendere il diritto, per tutelare tutti noi”.

“Ringrazio l’Arma dei Carabinieri e tutti i suoi appartenenti, gente straordinaria che rischia ogni giorno per fermare i criminali che avvelenano la società, li ringrazio ogni giorno insieme alle loro famiglie. Il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega è stato brutalmente assassinato mentre svolgeva il suo servizio, nel momento più felice della sua vita. Onore alla sua memoria”, conclude all’ADNKRONOS.

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