Ex carabiniere aggredito in Brasile: è in coma farmacologico. I famigliari “Avevamo contattato la Farnesina..”

La storia triste di Mario Simone, 53 anni pugliese, che si era appena congedato dall’Arma dei Carabinieri per iniziare una nuova vita
lontano dall’Italia.

Ex carabiniere aggredito in Brasile: è in coma farmacologico. I famigliari “Avevamo contattato la Farnesina..”

 

Precisamente in Sudamerica.
Ma quel sogno oramai è lontano

L’uomo, nativo di Andria, si trova infatti in coma farmacologico dopo una terribile aggressione

Sabato scorso alcuni delinquenti locali hanno attaccato la sua abitazione di Salvador, in Brasile con armi da fuoco e machete.
Una violenza inaudita

Una violenza che forse anche chi ha prestato così tanti anni di servizio nell’arma avrebbe fatto fatica ad immaginare.

Infatti, secondo quanto trapelato dai media locali, gli assalitori lo avrebbero malmenato tagliandogli le dita di una mano.

L’allarme è stato lanciato dai vicini, preoccupati, he hanno subito contattato i familiari dell’uomo, a quanto pare già vittima di un tentativo di furto pochi giorni prima.

Ma c’è di più. AndriaLive, quotidiano online locale, riporta anche parte di una nota inviata dal fratello del Carabiniere alla Farnesina. Noi la riportiamo di seguito

Con una nota inviata alle 8 del mattin alla Farnesina, il fratello Cesare aveva segnalato che Mario «intorno alle ore 00,30 ore locali (del Brasile, ndr), ha subito un tentativo di rapina ad opera di un uomo armato di pistola che, una volta introdottosi furtivamente nella sua abitazione, ha aggredito mio fratello con l’intenzione di ucciderlo per rapinarlo.

Laura Simone, sorella di Mario


E’ nata una colluttazione alla quale mio fratello, per fortuna e grazie alla sua preparazione atletica, ha avuto la meglio pur rimando ferito».

«Nel corso della colluttazione – scrive ancora il fratello Cesare – sono stati esplosi colpi di pistola andati a vuoto per fortuna. Il malfattore è stato messo in fuga.

Mio fratello ha segnalato il ritardo con cui la polizia è intervenuta pur essendo di stanza poco distante dalla dimora e anche se non me lo ha detto palesemente, dal suo racconto ha fatto trapelare un sorta di preoccupazione per una ipotetica azione vendicativa e/o di rappresaglia per il ferimento del rapinatore;

 

Salvador, in Brasile

 

ha segnalato che il luogo in cui dimora è zona a forte rischio delinquenziale e l’attività di repressione da parte della polizia locale è sterile e dà scarso affidamento».

«Con la presente – concludeva il fratello della vittima – prego codesta unità di crisi di volere interessare chi di competenza affinché mio fratello Mario, cittadino Italiano sia tutelato.

Confido in un vostro interessamento e vi prego di volermi notiziare in caso di notizie degne di rilievo».

Dunque, i familiari di Mario Simone, avevano sollevato il problema alle autorità competenti.

La Farnesina avrebbe dovuto informare del fatto i colleghi d’oltreoceano per garantirgli un minimo di sicurezza.