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SOS1306548New Delhi, 22 agosto 2013 – La polizia indiana (Nia) non ha problemi a chiudere le indagini sull’incidente che coinvolge i due marò italiani anche se si allontanasse troppo la possibilità di interrogare gli altri quattro fucilieri di Marina italiani (Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte) che erano a bordo della nave Enrica Lexie. Lo scrive il quotidiano The Times of India. Nella sua edizione online il giornale cita «fonti della Nia» secondo cui le indagini «sono in uno stadio avanzato» e «vi sono sufficienti prove e testimonianze a sostegno dell’istruttoria».

PROVE SUFFICIENTI» – In particolare un ufficiale della Nia ha precisato che «il rapporto contenente i capi d’accusa può prescindere dalle dichiarazioni dei quattro marò. Se c’è un eccessivo ritardo nel loro arrivo in India, presenteremo il risultato del nostro lavoro senza le loro testimonianze. Eventualmente potremmo più tardi inviare un supplemento di inchiesta». Di fronte alla indisponibilità dei fucilieri a recarsi a New Delhi per testimoniare, la Nia ha chiesto al ministero dell’Interno e alla Procura indiani un parere sull’atteggiamento da tenere. Ma le fonti consultate dal giornale hanno insistito che «abbiamo registrato le dichiarazioni di 50 testimoni e vi sono già quindi sufficienti prove indiziarie e legali per blindare questo caso». (corriere.it)

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