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SOS1306523New Delhi, 21 agosto 2013 – Il rifiuto opposto dall’Italia alla richiesta della polizia indiana (Nia) di interrogare a New Delhi gli altri quattro fucilieri di Marina che formavano il team di sicurezza sulla Enrica Lexie insieme a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone «rischia di far ritardare la chiusura delle indagini» sull’incidente del 15 febbraio 2012 al largo del Kerala in cui morirono due pescatori indiani. Nella notizia, ripresa da tutta la stampa di New Delhi, si ricorda che in alternativa le autorità italiane hanno offerto altre ipotesi (viaggio della Nia a Roma, videoconferenza o domande e risposte scritte), ma che gli investigatori indiani le hanno respinte. Secondo questi ultimi, infatti, «l’Italia è impegnata a cooperare con l’India avendo assunto al riguardo un impegno ufficiale di fronte alla magistratura».

NUOVO SCENARIO – Ora di fronte a questo nuovo scenario, aggiunge l’agenzia, «il ministero dell’Interno ha consultato quello della Giustizia sul modo migliore per far proseguire l’azione giudiziaria». In ogni caso, conclude, «il rifiuto dei testimoni italiani (Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte) di venire in India è destinato a ritardare il processo nei confronti dei due marò che risiedono nell’ambasciata d’Italia a New Delhi». Si deve segnalare infine che secondo il Deccan Herald la Nia, che ha già esaurito i 60 giorni a disposizione per l’inchiesta, «può sempre chiuderla senza interrogare i quattro testimoni, anche se essi sono considerati chiave nella ricostruzione della vicenda».(Ansa)

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