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«Ero esattamente in quel posto un’ora prima che scoppiasse l’inferno, poi ho preso la metro e sono tornata a casa, da dove sentivo ambulanze ed elicotteri. Ho realizzato cosa fosse successo dal web. È incredibile pensare che da un momento all’altro puoi rischiare la vita: se avessi deciso di uscire un’ora prima… Pensavo fosse l’ultimo posto sulla Terra dove avrebbero potuto fare un attacco».

 Martina Elia, 21enne, rodigina, si trova in Svezia da un mese per l‘Erasmus. E’ lei a descrivere il clima nella capitale svedese, sottolineando come, nonostante la gravità, nessuno sembra essere stato preso dal terrore e la reazione è stata tutto sommato composta. «Il clima non è di panico, anche se ovviamente la gente fuggiva in massa».

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