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Latorre

«Il 2 giugno? Un giorno come gli altri». Paola Moschetti, compagna del fuciliere di Marina Massimiliano Latorre è misurata nel commentare i riflessi sul caso marò della quarta Festa della Repubblica. Le famiglie dei militari italiani coinvolti nella crisi con l’India restano segnate dalla costante incertezza che avvolge la querelle. «Siamo sempre in attesa di una svolta», aggiunge con speranza e rispetto per le istituzioni impegnate in una complessa trattativa internazionale. «La ricorrenza della Festa della Repubblica è una importante occasione per ricordare e sottolineare che la condizione dei nostri fucilieri è ancora, purtroppo, irrisolta. Salvatore Girone è a Nuova Delhi e Massimiliano è a Taranto, segnato indelebilmente da quello che è successo in questi anni e in particolare nell’agosto scorso in India (quando fu colpito da ictus, ndr)». «Massimiliano – spiega ancora – anche in una situazione di disagio, ha ripetuto, formulando gli auguri al presidente Mattarella e alle massime autorità civili e militari, di riconoscersi nei valori patriottici degli uomini e delle donne in divisa. E ha rivolto un pensiero ai commilitoni impegnati nelle missioni internazionali italiane all’estero». Il legame con Salvatore Girone, rimasto nella capitale indiane in servizio presso l’ambasciata italiana, è una costante di queste giornate. «Salvo e Max sono in stretto contatto – puntualizza – e si incoraggiano a vicenda in attesa di un chiarimento definitivo. Le loro vite sono indissolubilmente legate da questa avventura». Nei giorni scorsi il ministro Roberta Pinotti ha chiamato Latorre, rinnovando la vicinanza: «L’occasione è stata per gli auguri legati al compleanno di Massimiliano, che si sente un “uomo della Difesa”, forgiato nei valori e nello stile delle Forze Armate italiane». Oltre ai contatti istituzionali, la famiglia Latorre è costantemente affiancata e sostenuta dal popolo tricolore del web, dai gruppi e dalle associazioni che ogni giorno manifestano per la libertà dei marò con tempeste digitali, manifestazioni, presidi e raduni: «È straordinario in queste ore l’affetto degli alpini tutti e dell’associazione nazionale alpini paracadutisti – ricorda ancora Paola Moschetti – perché non fanno mai mancare attestati simbolici di attaccamento e solidarietà per Massimiliano. Dalla rete e non solo arrivano messaggi preziosi che non ci fanno mai sentire soli». Intanto scorre implacabile la clessidra che tiene il conto dei giorni mancanti alla fine del permesso per cure concesso dalle autorità indiane: «La nostra vita è sospesa, mentre Massimiliano è impegnato con le cure presso le strutture sanitarie specialistiche nelle quali sta proseguendo il programma di recupero fisico. La data del 15 luglio l’abbiamo ben presente – conclude Paola Moschetti – ma non perdiamo mai la fiducia che possa arrivare al più presto una svolta risolutiva. Per mettere la parola fine, positivamente, a queste interminabile Odissea».

di Michele De Feudis

 

Fonte Il tempo

Roma, 3 giugno 2015

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