Massimo Galli: “classi sono un perfetto incubatore per il virus”

Da qualche giorno è iniziata la nuova parte della Fase 2. Riaperti negozi, locali, bar.

Al via anche parrucchieri ed estetiste. Restano chiuse invece, in Lombardia, palestre e piscine.

Chiusi anche asili e scuole. Questo, uno dei settori più complessi.

Il tema è dibattuto, altri paesi europei ad esempio hanno scelto una graduale riapertura. Dopo i primi iniziali segnali di entusiasmo però, le notizie negative. In Francia, ad esempio, decine di scuole del centro occidentale del Paese nelle città di Mans, Tolosa e Roubaix, sono state nuovamente chiuse.

Secondo BfmTv, domenica 17 maggio è stata chiusa una scuola anche a Nizza. Il ministro Blanquer ha spiegato che “Il virus probabilmente è stato contratto prima della fine del lockdown”. E ha garantito che il piano di riaperture progressive degli istituti scolastici non sarà fermato.

Una scuola in Cina

In Italia ancora indecisioni

Il 13 maggio il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha detto che, per contenere il contagio da coronavirus, in Italia non si tornerà a scuola prima di settembre; l’unica attività svolta di persona quest’anno sarà l’esame di maturità, mentre quello di terza media si terrà a distanza.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha parlato dell’ipotesi delle summer school all’aperto in città. Un nodo importante, toccato anche da Massimo Galli, direttore Malattie Infettive Ospedale Sacco di Milano, in collegamento con Agorà su Rai3.

“Cinque ore di stazionamento nella stessa aula da parte di una classe di ragazzi o bambini con un distanziamento assai improbabile rappresentano un perfetto incubatore per il virus – ha spiegato facendo riferimento alla tradizionale organizzazione della vita scolastica in Italia -. Abbiamo questa epidemia, da sempre per queste malattie a trasmissione aerea, la scuola è stata l’incubatore perfetto”.

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