Maxi-operazione della Guardia di Finanza: indagate 650 persone per riciclaggio e fatture false

I primi, nullatenenti messi a capo di società cosiddette “cartiere” che emettevano fatture false, i secondi, gli “spicciatori”, che erano invece titolari di conti alla poste e prelevavano in contanti dando poi le somme all’organizzazione trattenendo un guadagno dell’1%. L’operazione, eseguita dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria, ha portato al sequestro di 20 milioni di euro e a 21 misure interdittive. Le indagini, riporta Repubblica, hanno permesso di scoprire che il gruppo criminale ha attuato sistematiche evasioni fiscali e false fatture per oltre 100 milioni di euro e operazioni di riciclaggio e auto-riciclaggio di proventi illeciti per oltre 55 milioni di euro.

“La particolarità è che questa attività illecita avveniva anche attraverso l’uso di denaro contante, utilizzato in somme ingenti – ha detto il procuratore aggiunto con delega ai reati sull’economia, Rodolfo Sabelli – quando parliamo di evasione fiscale parliamo di un danno per l’erario ma anche di un’alterazione della concorrenza. In un 30-40% delle vicende fallimentari dichiarate a Roma – ha spiegato – l’evasione fiscale e contributiva è causa determinante o concausa del fallimento stesso. Sarebbe opportuno estendere il sequestro per equivalente anche ai reati fallimentari. La magistratura, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle entrate sono in prima linea su questo fronte”.

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