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1″aveva il tuo stesso identico umore, ma la divisa di un altro colore” cantava un noto poeta contemporaneo, anche se il contesto era un altro.. Un lutto che colpisce tutti coloro che lavorano in strada.

La vicenda di Emanuele Anzini, Carabiniere di 41 anni originario di Sulmona, travolto e ucciso durante un posto di controllo, è oramai purtroppo nota.

Il suo corpo trascinato per 50 metri. L’episodio nella notte, nel bergamasco, a Terno d’Isola. Emanuele, originario di Sulmona, era papà di una ragazza di 19 anni e conviveva con la compagna in Lombardia, anche se spesso tornava nella città d’origine.

Sull’episodio, molte sono anche le riflessioni dei colleghi della Polizia di Stato. Come quella di Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato

“Voglio esprimere a nome mio e di tutta la Fsp Polizia profondo cordoglio per la morte di Emanuele Anzini alla sua famiglia, ai suoi amici, a tutti i colleghi dell’Arma dei Carabinieri.

Questa è una giornata tragica che viviamo con profonda empatia, consci come siamo di cosa significhi andare a svolgere servizio per le strade del Paese.

Oggi in molti affermano che morire così è assurdo, ma il dramma sta proprio nel fatto che non lo è”.

“Morire così per chi porta la divisa è purtroppo una durissima realtà. Situazioni impensabili e apparentemente routinarie che in un secondo si trasformano in un inferno: ecco cosa fronteggia nell’interminabile ripetersi delle sue normali giornate chi fa il nostro lavoro.

Ecco perché sarebbe davvero utile che tutti riflettessero sul significato, sul valore e sul sacrificio che comporta garantire la sicurezza.

Ecco perché è giusto dire a voce alta che i veri encomi li merita chi, per quattro spiccioli, quotidianamente va in strada dove tutto può succedere, dove tutto, purtroppo, succede”.

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