WCENTER 0ECOADBTBZ - Michele Grieco medico chirurgo romano - Michele Grieco - -
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«Sono arrivati pazienti con schegge di metallo conficcate negli organi e in altre parti del corpo. Non avevo mai visto niente del genere. Quello che è accaduto non ha nulla a che vedere con la chirurgia delle maxi-emergenze che si studia sui libri». Michele Grieco, chirurgo addominale romano, 31 anni, prima al Sant’Andrea nella Capitale, da ottobre lavora all’ospedale universitario belga di Gent, centro di alta specializzazione a trenta chilometri da Bruxelles, dove, dopo gli attacchi, sono state portate decine di feriti.
«Sono entrato in sala operatoria alle 8 del mattino e non sono più uscito fino alle 2 di notte – racconta – è stato difficile gestire la contaminazione tra schegge, intossicazioni, ustioni. La maggior parte dei feriti è arrivata già sedata, dopo il damage control fatto a Bruxelles, e chi era sveglio non ha raccontato nulla. Sono pazienti in condizioni critiche, a rischio della vita, ma siamo soddisfatti di come stanno andando gli interventi».

A parte le ferite, in che condizioni psicologiche li ha trovati?
«Sono pazienti delicatissimi, instabili, difficili. Hanno bisogno di una gestione psicologica avanzata. Per questo li hanno mandati qui. Abbiamo finito i posti in terapia intensiva e abbiamo dovuto rimandare interventi già programmati, anche oncologici. Hanno visto la morte in faccia. Perfino alcuni operatori sono sotto choc per l’orrore».

Fonte: Il Messaggero
24/3/2016

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