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Vi avevamo lasciati, qualche mese fa, con la crisi di Melegatti e lo scioperole manifestazioni dei suoi lavoratori sotto municipio di San Giovanni Lupatoto, il Comune che ospita uno degli impianti dell’azienda.

La storica casa dolciaria veronese infatti fatica a pagare stipendi e bollette.

Le casse della Melegatti sono vuote e per la prima volta oltre 120 anni (per la precisione 123) il pandoro più conosciuto dagli italiani potrebbe non finire sulle tavole di Natale.

La situazione è precipitata a fine settembre, sembrava possibile un accordo con Ferrero, ma le indiscrezioni non sono mai state confermate.

Nessun nuovo partner significa, quindi, futuro a rischio.

Poi, qualche settimana fa, il colpo d’ala. Sindacati e azienda chiamati prefettura e la proposta di im fondo di private equity pronta a mettere soldi per far ripartire la produzione.

Obiettivo: arrivare sugli scaffali della grande distribuzione in tempo per il Natale.

Annunciato però solo un milione e mezzo di pandori, al massimo due. Circa un decimo rispetto al normale.

Ma è il passo richiesto dal fondo per avviare un percorso che lo potrebbe portare al controllo dell’azienda e al rilancio di un marchio mai dimenticato dai consumatori (grazie anche ad alcune campagne pubblicitarie del passato, come quelle con l’attrice Franca Valeri negli anni ‘80).

Quindi, dopo il via libera del tribunale, 120 giorni per dettagliare un piano industriale.

 

Arriviamo dunque ad oggi e la notizia che finalmente, lo stabilimento ha ripreso la produzione, come comunicato di seguito

E’ ripresa il 25 novembre la produzione nello stabilimento di Melegatti.

La micro campagna natalizia si concluderà il 10 dicembre e consentirà al brand dolciario di essere sugli scaffali della grande distribuzione anche per le prossime festività.

Da ieri mattina, i lavoratori sono tornati in produzione. La vera sfida, però, è la distribuzione nella Gdo.

Con l’hashtag #NoiSiamoMelegatti gli stessi dipendenti, senza stipendio da agosto, hanno fatto conoscere la situazione ai consumatori e sui social è partita la gara di solidarietà: “Comprateli”.

Anche i fornitori hanno fatto la loro parte, anticipando le consegne di uova e burro in un momento non facile a causa dell’aviaria e della scarsità di materia prima.

La campagna natalizia non basterà a risolvere i problemi finanziari, ma dà il segnale di una continuità necessaria per una azienda che non vuole fallire.

Obiettivo, come ribadito dai nuovi vertici dell’azienda rappresentati dal direttore generale Luca Quagini, produrre un milione e 575mila tra pandori e panettoni.

Il messaggio su facebook di una operaia
“A NATALE PORTIAMO IN TUTTE LE CASE UN PANDORO O PANETTONE #MELEGATTI…L’AZIENDA ED I SUOI OPERAI ( SENZA STIPENDIO DA MESI ) GRAZIE AD UN FONDO CHE HA PAGATO LE MATERIE PRIME E LE BOLLETTE DELLA AZIENDA SONO TORNATI A PRODURRE PER NATALE ,SE LE VENDITE DI NATALE ANDRANNO BENE AVRANNO LA POSSIBILITÀ DI CONTINUARE LA PRODUZIONE. ED I LORO STIPENDI ,NON DIMENTICHIAMO CHE SALVARE LA MELEGATTI CORRISPONDE A SALVARE I SUOI OPERAI E LE LORO FAMIGLIE ,DOMENICO MELEGATTI BREVETTÒ IL PANDORO NEL 1894 …NON FACCIAMO MORIRE LE NOSTRE AZIENDE”

 

DAL WEB
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