Messa da Requiem per le 6000 vittime del Covid: “Qui l’Italia che ha sofferto e pianto”

“Bergamo, oggi, rappresenta l’intera Italia, il cuore della Repubblica, che si inchina davanti alle migliaia di donne e di uomini uccisi da una malattia, ancora in larga parte sconosciuta e che continua a minacciare il mondo, dopo averlo costretto, improvvisamente, a fermarsi o, comunque, a rallentare le sue attività”. Con queste parole il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha ricordato ieri le 6000 persone vittime del Covid-19 nella provincia di Bergamo, uno dei territori più martoriati dal virus. Il Presidente della Repubblica ha partecipato alla Messa da Requiem eseguita dall’orchestra del Teatro Donizetti per ricordare tutte le vittime. Una cerimonia che si è svolta, davanti a 230 sindaci della provincia di Bergamo e al governatore Attilio Fontana, nel piazzale davanti al Cimitero monumentale di Bergamo, un luogo simbolo della tragedia.

Il sindaco di Alzano: Zona rossa? Nessun confronto con Fontana
Presente alla cerimonia anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che ha detto di credere che “per la nostra provincia la serata di oggi sarà un segno forte, che resterà”. Con i 230 sindaci della Bergamasca, poi, c’era anche Luca Fusco, presidente del comitato di famigliari delle vittime Covid “Noi denunceremo”, che ha dichiarato: “Siamo stati invitati, pensavamo di poter partecipare con più parenti delle vittime, non è stato possibile. Stasera parteciperò al funerale di mio padre e di tutte le altre seimila vittime”. E a ricordare il momento peggiore dell’epidemia, c’è il primo cittadino di Alzano Lombardo Camillo Bertocchi, che ritorna sulla questione della mancata zona rossa: “Sono stati quei giorni di totale sospensione. Noi sindaci eravamo quelli in trincea ma quelli che anche non avevano informazioni. Pur sapendo che era tutto pronto, questa scelta non avveniva ed è stato davvero difficile gestire quel momento”. Ma, incalzato da Fanpage.it, Bertocchi svela di non essere ancora riuscito a confrontarsi con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Proteste dei cittadini: È una messa in scena
E se la messa da requiem era aperta solo alle istituzioni, diversi cittadini si sono ritrovati a qualche centinaia di distanza dal Monumentale per commemorare le vittime, lontani dall’ufficialità della funzione. Cosa che, ad alcuni, ha fatto storcere il naso. “Io sono di Nembro, dove martedì hanno fatto una cosa bellissima dove si è toccata l’umanità. Questa è più una messa in scena”, spiega un cittadino a Fanpage.it, che si lamenta del trattamento ricevuto dalla popolazione: “Siamo lontani un chilometro da dove è il concerto. Tenendoli a dovuta distanza, meritavano anche loro di essere presenti”. Come lui, tanti altri presenti si sono recati fuori dal Monumentale per poter partecipare alla messa e chiedere che i responsabili paghino per quanto successo. A comprendere la voglia di partecipazione dei cittadini c’è il sindaco di Bergamo Giorgio Gori: “Le vittime bergamasche sono state seimila e avrei voluto qui tutti i loro famigliari”, ha detto, aggiungendo che “la cosa però non era possibile, quindi credo che i sindaci in particolare questa sera abbiano rappresentato tutti i cittadini e anche i parenti delle tante vittime”.

 

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