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Consiglio europeo dalla durata record quello che ieri pomeriggio ha ratificato l’intesa con la Turchia per la gestione dei migranti che fuggono dalla guerra sulla rotta balcanica. Tre miliardi di euro che i Ventotto consegneranno ad Ankara affinché gestisca il flusso attraverso campi profughi di accoglienza e di identificazione. Denaro, ma anche politica visto che la Turchia ottiene la riapertura del processo di adesione di Ankara all’Unione europea chiuso anni fa per l’opposizione della Merkel e di Sarkozy. «Gli ultimi giorni hanno dimostrato quanto sia importante là cooperazione strategica e geopolitica con la Turchia», ha sostenuto pragmaticamente il polacco Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo. L’accordo è importante perché, anche se ancora mancano alcuni dettagli, associa di fatto la Turchia alla Unione Europea anche nella lotta al terrorismo.

LE RESISTENZE
Le resistenze non mancano così come non è ancora chiaro come verrà ripartita la spesa. Juncker, presidente della Commissione Europea, ha avanzato una proposta che prevede 500 milioni carico del bilancio comunitario e i restanti 2,5 miliardi da suddividersi per ogni singolo stato con la promessa di tenere la cifra fuori dal patto di stabilità. «Vedremo, ne discuteremo anche in Parlamento», ha sostenuto Matteo Renzi prima di entrare nella sala della riunione dove ad attenderlo non c’erano solo i Ventisette capi di stato e di governo, ma anche il primo ministro turco Davutoglu. Altro nodo ancora poco chiaro, anche se nel documento finale si cerca di precisare, è se considerare i tre miliardi un’una tantum o, come vogliono i turchi, una cifra da corrispondere annualmente alla Turchia.

Fonte: Il Messaggero

30/11/2015

RG

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