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Migranti, nei porti italiani oggi nuovi sbarchi dopo i 5mila di venerdì

Una nuova ondata di sbarchi ha interessato ieri i porti italiani: 5mila i migranti arrivati sulle nostre coste. Oggi ne sono attesi altri per salvataggi già attuati nei giorni scorsi, mentre ieri il maltempo ha fermato gommoni e altre imbarcazioni.

Ma in ogni caso si tratta di un flusso inarrestabile, e allora si verifica la possibilità di aprire hotspot di `emergenza´. Punti di accoglienza pronti ad essere attivati per alleggerire la pressione sui porti della Sicilia. E scoppia la polemica. È il caso di Civitavecchia, dove il sindaco dei Cinque Stelle Antonio Cozzolino ha detto che il porto «non è nelle condizioni» di accogliere l’arrivo dei migranti. Con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio che rincara la dose e accusa: «Il governo Renzi e quelli che ci hanno preceduto, ci hanno svenduto. Hanno autorizzato gli sbarchi nei nostri porti per avere qualche milione di euro da dare come mancia elettorale».

Ma casi come quello del porto vicino Roma coinvolgerebbero anche approdi in Calabria, Sardegna, e Salerno in Campania, dove sono in corso appunto verifiche per hotspot di carattere temporaneo, da affiancare a quelli attivi a Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto. La protesta è già in atto: in Calabria Forza Italia ha promosso una petizione per bloccare gli hotspot di Corigliano, Crotone e Reggio Calabria. Qualche tempo fa anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, aveva chiarito: «Non daremo il consenso». Una levata di scudi dai primi cittadini che sembra dunque superare lo stesso colore politico. Invece in Sardegna ci potrebbero essere hotspot mobili, e per questo il governo avrebbe già un accordo con la Regione.

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