“Milano come Gorino”, la destra è pronta alle barricate “anti profughi”: il piano di Salvini

CasaPound dà inizio al “conto alla rovescia”. E Salvini urla: “Cittadini ribellatevi”. Obiettivo: fare di Milano una nuova Gorino e impedire l’arrivo di cento profughi nella caserma Montello

Hanno fatto del paese che ha respinto dodici donne e otto bimbi un esempio. Hanno indicato le barricate e le strade bloccate come la via da seguire. Hanno in mente, almeno a parole, di fare di Milano una nuova Gorino.

È proprio questo il motto – “Milano come Gorino” – di chi sta preparando una sorta di rivolta per impedire l’arrivo, il prossimo primo novembre, di cento profughi nella caserma Montello di Milano. Martedì, nella struttura militare di via Caracciolo – concessa dallo Stato al Comune per tutto il 2017 – dovrebbero entrare i primi cento richiedenti asilo su un totale di trecento, stabilito dal prefetto di Milano, Alessandro Marangoni. L’accoglienza, però, non si annuncia delle migliori.

Mercoledì, CasaPound Milano ha infatti iniziato il proprio personalissimo conto alla rovescia fino al giorno in cui – così si legge sui manifesti affissi in zona – i residenti non potranno più “portare i bimbi al parco in tranquillità” o “il cane a spasso”. Ed è proprio sulla pagina Facebook del partito di estrema destra che in molti si dicono pronti a replicare quanto fatto dagli abitanti di Gorino, che nei giorni scorsi hanno creato vere e proprie barricate in strada per impedire a dodici donne e otto bimbi – tutti richiedenti asilo – di entrare in cinque stanze che il Prefetto del paese del Ferrarese aveva garantito loro in un ostello.

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