MILITARI MINACCIATI SE SI OPPONGONO AL GOVERNO. MA IL VENTO STA CAMBIANDO

Stato Maggiore Difesa i delegati, con rammarico e indignazione, hanno abbandonato il tavolo di confronto, in cui si illustrava un riordino dei ruoli, dimostratosi sordo alle richieste”. La frecciatina al ministro Angelino Alfano arriva diretta: “Il tanto sbandierato ‘poker d’assi’ si è rivelato un bluff: le risorse messe a disposizione per il personale, esigue e gestite in malo modo, non garantiscono neanche l’attuale incremento stipendiale avuto grazie agli 80 euro del bonus sicurezza”. Sull’argomento è intervenuto anche il segretario del Sindacato autonomo di polizia Gianni Tonelli, che ha spiegato: “Il problema riguarda un comparto che ha un bacino di circa 400mila addetti. A gennaio si avranno brutte sorprese in busta paga: ogni agente avrà appena 14 euro netti a regime”. Mentre Elio Vito, Maurizio Gasparri e Renato Brunetta (Forza Italia) presentavano gli emendamenti alla disastrata legge di bilancio per il comparto sicurezza. Accolti con positività dalle rappresentanze sindacali e Cocer. Insomma, in questo Paese i militari non possono dire la loro? “Sono al servizio del governo”, ha detto qualcuno. No, rispondiamo noi, sono al servizio della Patria, ovvero dei cittadini. E tra i cittadini ci sono gli stessi militari. Che hanno diritto a dire la loro laddove siano colpiti da provvedimenti ingiusti. D’altronde, lo spiega Lia Staropoli dell’associazione ConDivisa:“La sicurezza è a rischio per i cittadini, quando manca ogni forma di tutela per gli operatori che la garantiscono e la difendono ogni giorno. Apprendiamo che un numero significativo di Ufficiali delle Forze Armate e dei Corpi di polizia dello Stato ad ordinamento militare, per contestare gli effetti discriminatori del blocco totale, intende promuovere un’azione dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Possibile che nostri uomini in divisa debbano rivolgersi alla Corte Internazionale per i Diritti dell’Uomo di Strasburgo, perché inascoltati in Patria? In quella stessa Patria che hanno giurato di difendere a costo della stessa vita – prosegue -. Questo Governo, nonostante i proclami, non intende riconoscere diritti e legittime aspettative degli uomini e delle donne del Comparto Difesa e Sicurezza”. Il vento sta cambiando, è un dato di fatto. Si rassegnino i tradizionalisti. D’altronde, come diceva la grande Oriana Fallaci: “C’è un tempo per parlare”. Soprattutto quando la misura è colma.

CHIARA GIANNINI

Roma, 19/11/2016

One thought on “MILITARI MINACCIATI SE SI OPPONGONO AL GOVERNO. MA IL VENTO STA CAMBIANDO

  1. Non c’è da stupirsi; noi Italiani siamo un popolo che si abbassa le braghe alla prima lusinga. L’onesta intellettuale è un opzional che pochi si possono permettere. Il motto di molti, soprattutto tra le gerarchie militari di alto grado è: “Meglio servili che servire”

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