Modena, uccide il compagno «Prima gli ho buttato olio bollente in faccia. L’ho ucciso, anche lui era contaminato»

“Loro” erano diventati una ossessione e “loro”, in sostanza le avevano fatto il lavaggio del cervello e per colpa “loro” lei ha agito così, sopraffatta, resa fragile dal nemico che vedeva ovunque. Queste le paranoie di Verona Popescu, ossessioni che lei, schiva e riservata, non esternava in modo evidente ma di cui era a conoscenza Claudio Palladino e anche il figlio di lei di 21 anni.

Il suo compagno, da quanto è emerso, aveva iniziato un po’ a preoccuparsi di quelle che lui definiva “fisime”, le aveva consigliato di farsi curare. Il medico di base non aveva notato segnali forti di squilibrio, fisicamente la donna era a posto. Eppure lei raccontava «che ormai il nemico la stava contaminando, che aveva delle macchie, delle punture sulla pelle dovute all’inquinamento dei cibi».

All’alba del 23 giugno, quando lei si era alzata per preparare da mangiare (pasta sfoglia e wurstel) pare che tra i due fosse nata la “solita” discussione. Lui, ancora a letto, aveva sentito lei che parlava delle solite “fisime” e l’ha sgridata, lei allora ha preso il pentolino che aveva sul fuoco, pare olio o forse acqua, e ha gettato il liquido caldo in faccia a Claudio.

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