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Il mondo ai piedi di una straordinaria Assunta Legnante. La lanciatrice napoletana, classe ’78 e ormai marchigiana di adozione, si conferma imbattibile ai Mondiali paralimpici che si stanno tenendo a Dubai e conquista la medaglia d’oro, per la quarta volta consecutiva, nel getto del peso F11/12. L’azzurra non conosce limite e ha spedito il proprio attrezzo 15.83 metri battendo l’uzbeka Safiya Burkhanov (14.97) e la messicana Rebeca Valenzuela Alvarez (12.99).

Assunta Legnante ha superato anche il lancio con cui vinse le Paralimpici di Rio 2016 e le ultime due edizioni della rassegna iridata, conservando la tripla corona di campionessa Olimpica, del Mondo e d’Europa e prolungando la striscia di imbattibilità negli eventi internazionali di prima fascia visto che non ha mai perso nella sua disciplina prediletta da quando è stata colpita da cecità.

L’azzurra ha aperto la sua serie con 14.62, nullo e 15.45 ma successivamente si è superata con tre lanci strepitosi (15.83, 14.92 e poi un altro 15.45) nonostante fosse già certa di avere vinto la medaglia d’oro al quarto. Ennesima prova di forza per questa ragazza che da normodotata vinse un oro e un argento agli Europei indoor partecipando anche alle Olimpiadi di Pechino 2008. Dopo questa grande vittoria Assunta proverà a cimentarsi nella gara di lancio del disco che non è la sua specialità ma in cui potrebbe comunque fare molto bene.

“VOGLIO IL PODIO ANCHE NEL LANCIO DEL DISCO”

Dopo la gara, Assunta Legnante ha esternato tutte la sua gioia, come riportato dalla Federazione Italiana Atletica Leggera:

“Per me era d’obbligo cominciare bene da capitana di questa squadra azzurra. Dovevo dare l’esempio agli altri. E anche completare la gara, perché gli avversari vanno sempre rispettati. L’importante era vincere e portare a casa la qualificazione per le Paralimpiadi di Tokyo. Ho fatto il primato stagionale nel peso, pur non arrivando a 16 metri, con una buona misura anche a livello dei normodotati, ma il mio presente è paralimpico. Da sette anni non perdo una gara. Il lancio del disco è un nuovo stimolo, martedì sarà una bella sfida con cinque atlete sopra i 35 metri. Voglio salire su quel podio anche nel disco, dopo due quarti posti, nei Mondiali del 2013 e a Rio. La maschera dell’Uomo Tigre? È in onore al cartone animato giapponese, che compie cinquant’anni, e ora posso portarla a Tokyo da campionessa mondiale. L’amore è alla base di tutto e io amo quello che faccio. Mi diverto ancora, finché mi diverto sarò qui”.

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