MORI ASSOLTO, TONELLI (SAP): FINE DI UN CALVARIO

Gianni Tonelli, segretario generale del sindacato di polizia Sap, è tra coloro che hanno più di un motivo per esultare per la sentenza di assoluzione dell’ex generale dei Carabinieri Mario Mori nel processo sul presunto favoreggiamento nei confronti del boss superlatitante Bernardo Provenzano. Tonelli pensa soprattutto all’onore delle Forze dell’Ordine: “Sono molto contento perché finalmente giustizia è stata fatta, questa sentenza dà un attimo di speranza alle forze dell’Ordine anche se forse non basterà dopo tutto il fango ingiustamente subito”.
E Tonelli, sentito telefonicamente, accusa proprio il clima che si è venuto a creare: “E’ stata una stagione di caccia alle streghe conclusasi per fortuna bene, ma a lungo si è confuso il bene con il male, pensando che il male fosse dove invece c’erano delle virtù da preservare. E ho dei dubbi che tutto sia stato fatto in buona fede”.
I dubbi di Tonelli nascono da lontano, non riguardano solo il processo Mori: “Lo vediamo in processi che si risolvono in bolle di sapone, in cui vengono costruiti castelli. Penso al caso Uva. Ma potrei citare tanti esempi. Il caso Contrada, penso al bacio di Andreotti e a tutte le “minchiate” (testuale n.d.r) che sono servite a creare castelli giudiziari. Sono state spese energie infinite, e parlo di energie per la democrazia. Una spesa in termini di uomini e risorse, energie distratte per coprire anche altre cose”.

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