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Morte Desirée Mariottini. Indivisuate tre persone: si tratta di un nigeriano e due senegalesi, Mamadou Gara (26 anni) Brian Minteh (43): sono accusati di violenza sessuale di gruppo e omicidio volontario. Il racconto di tgcom24

E’ stata drogata e poi abusata sessualmente quando era in uno stato di incoscienza Desirée Mariottini, la 16enne trovata morta in uno stabile occupato nel quartiere romano di San Lorenzo.

Tre persone fermate: un nigeriano di 46 anni e due senegalesi, bloccati nella notte. Si cerca almeno un altro complice.

 

 

Gli inquirenti indagano per violenza sessuale di gruppo, cessione di stupefacenti e omicidio volontario con varie aggravanti, tra cui la crudeltà.

Un fermato aveva ricevuto un provvedimento di esplusione – Uno dei due senegalesi, Mamadou Gara, aveva un permesso di soggiorno per richiesta d’asilo scaduto e aveva ricevuto un provvedimento di espulsione firmato dal prefetto di Roma il 30 ottobre 2017.

Il nigeriano aveva il permesso umanitario scaduto – Il terzo fermato per la morte di Desirée Mariottini, il nigeriano Alinno Chima, 46 anni,

risulta titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato dalla questura di Roma il 14 marzo 2016 e scaduto il 13 marzo 2018.

Lo si apprende da fonti investigative, che segnalano come per la banca dati del comune di Roma l’uomo era irreperibile.

 


Desirée conosceva i fermati, le hanno dato la droga – Secondo quanto emerso, Desirée conosceva i due fermati che gravitavano nel palazzo abbandonato che avrebbe già frequentato in passato.

A quanto accertato, i due avrebbero ceduto alla ragazza la droga, forse parte del mix di stupefacenti che è poi stato fatale per la 16enne.

“Non cosciente per ore, abusata più volte” – A quanto ricostruito dagli investigatori, Desirée sarebbe stata non cosciente per ore a causa di un mix micidiale di droghe e poi abusata più volte da più persone.

La 16enne avrebbe assunto droga già nel pomeriggio del 18 e avrebbe perso coscienza per poi morire nella notte.

In quel lasso di tempo, mentre dallo stato di incoscienza si passava alla morte, si sarebbero consumati gli abusi.

 

 

La madre: “Voglio giustizia, non deve più accadere” – “Ora voglio giustizia per Desiree, voglio che questa tragedia non accada ad altre ragazze”.

Lo ha affermato Barbara Mariottini, la mamma di Desirée, commentando la notizia dei fermi.

Chiusa in casa a Cisterna di Latina la donna ha preferito restare con la sua famiglia e lasciare Roma dove Desirée è morta.

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