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Gennaro Giordano, primo reggimento artiglieria da montagna, originario di Mercato San Severino, è la vittima numero 331 dell’uranio impoverito. Lo denuncia Domenico Leggiero, dell’Osservatorio Militare.

«Solita storia, solito abbandono, solito atteggiamento volto a ‘nascondere’ anche la morte di un trentunenne che – osserva Leggiero – ribadisce, semmai ce ne fosse ancora bisogno, che i militari continuano a morire ed altri ne moriranno se non si corre ai ripari». «La speranza – prosegue l’esponente dell’Osservatorio Militare – ora è riposta nella Commissione parlamentare d’inchiesta che, scevra da ogni condizionamento, viene egregiamente pilotata dal presidente Scanu nel percorso che, molto presto, potrebbe portare alla luce ulteriori situazioni di una pericolosità da molto tempo nascosta, non solo per i teatri operativi, ma anche per quei poligoni italiani in cui viene esploso un terzo dell’armamento utilizzato per addestramento da tutta la Nato: i poligoni della Sardegna». «È un appello questo – aggiunge – all’intero mondo politico: auspichiamo una richiesta di chiarezza da parte di tutto l’arco parlamentare al ministro Pinotti».

Il militare aveva 31 anni. È morto sabato sera all’ospedale San Matteo di Pavia. A ottobre la scoperta di un tumore, il peggioramento negli ultimi giorni. Gennaro, che da tempo abitava a Borgo San Dalmazzo, in provincia di Cuneo, era un grande tifoso del Napoli ed era presidente di un club che aveva egli stesso fondato. Oggi i funerali nella Parrocchiale di Gesù Lavoratore, nel piccolo centro piemontese.

Leggo
4 Aprile 2016

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