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Le Iene, Nadia Toffa torna dopo il malore: “Sto bene, grazie per l’amore che mi avete dato”

Nadia Toffa racconta a Le Iene Show per la prima prima cosa le è accaduto due settimane fa quando è stata colpita da un malore che ha lasciato tutti con il fiato sospeso. Tanto che “Nadia Toffa” è diventata la terza parola più ricercata nel mondo.

“Mi fa molto strano avervi qua – esordisce la Toffa – Sto molto bene”.

“Ero a Trieste a fare un servizio, dovevamo incontrare un segretario di un sindacato. La mattina poi mi alzo, faccio il caffè e ti chiamo ( Davide Parenti ideatore e capo progetto del programma, ndr) per parlare di lavoro”. “e infatti eri rallentata – le conferma Parenti”

ogni volta che ti ricoverano però ti riportano all’essenza delle cose, rivaluti anche la fisicità, le cose basilari. Un’altra cosa che mi ha stupita sono i messaggi ricevuti da parte di politici con cui ho un rapporto ‘conflittuale”.

 

 

Ma non solo. E’ andata avanti: “Mi sono molto commossa quando mi hanno detto di città che hanno pregato per me: a Taranto hanno fatto la fiaccolata, Napoli ha pregato per me, mi commuovo e mi ha stupito l’affetto della gente comune, perché secondo me non conta tanto il personaggio, pregavano davvero per me, per le battaglie che portiamo avanti”.

Dopo il ricovero in ospedale per un improvviso malore, la Iena Nadia Toffa racconta per la prima volta quanto le è accaduto in un’esclusiva intervista andata in onda il 17 dicembre in prima serata su Italia 1.

“La mattina poi mi alzo, faccio il caffè e chiamo Davide Parenti (ndr, ideatore e capo progetto del programma) per parlare di lavoro. Lui poi mi ha detto che ero molto rallentata”

“Io sinceramente non ricordo benissimo, mi sentivo strana… Avevo prenotato il treno alle 13.02, erano le 11.30 e dico: “Potrei anticiparlo, quasi quasi scendo giù nella hall, pago e semmai faccio il cambio del treno per arrivare prima a Milano e iniziare subito a montare il servizio…”.

 

 

“io mi sentivo un po’ strana. Avevo chiuso la valigia, messo il cappotto e prima di scendere ho detto: “Sai che quasi quasi mi sdraio un attimo?”, ma non è da me. È raro che io mi senta stanca, non ho tanti momenti in cui dico: “Mi rilasso”, sono fatta così: io vado a mille, corro sempre.”

“Ho detto “mi sdraio”, invece non l’ho fatto. Quindi scendo, mi ricordo benissimo la hall dell’hotel. Ho chiesto di pagare e il taxi per andare in stazione. A un certo punto, sono caduta. L’ultima frase che mi ricordo era quella della ragazza della reception che mi ha detto: “Vuoi che ti dia una mano con le valigie, ‘ché è arrivato il taxi?”.

Poi sono caduta di faccia, ho ancora un livido ma sta migliorando. Io non ricordo il malore, ma mi ricordo l’ambulanza. Nella mia vita non l’avevo mai presa».

 

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