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La liquefazione del sangue di San Gennaro, oltre a rappresentare un rito, funge anche da buon auspicio per la città e i suoi abitanti, dal momento che, nelle occasioni in cui il prodigio non si è compiuto, su Napoli si sono abbattute catastrofi e sciagure. Nel 1973, ad esempio, la città fu preda di una devastante epidemia di colera, mentre nel 1980 il terremoto scosse Napoli e la Campania.

Il prodigio che si compie il 19 settembre data in cui, riporta Fanpage, la Chiesa celebra proprio San Gennaro, è sicuramente quello più sentito e atteso dai napoletani. Oltre a questo, però, c’è anche quello di maggio, che si tiene il sabato che precede la prima domenica del mese ed è quindi, cronologicamente, il primo dei tre miracoli compiuti dal Patrono partenopeo. Il terzo e ultimo è il cosiddetto “miracolo laico” di dicembre, che si celebra per commemorare la data del 16 dicembre del 1631, quando si narra che, durante una tremenda eruzione del Vesuvio, l’esposizione del sangue e del busto di San Gennaro fermò la lava che minacciava di invadere Napoli.

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