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Un investigatore di razza, figlio d’arte, uomo silenzioso e fattivo, sarà il nuovo questore di Napoli. Alessandro Giuliano, palermitano, classe 1967, siederà sabato negli uffici di via Medina. Succederà ad Antonio De Iesu, nominato di recente vicecapo nazionale della polizia. La storia di Giuliano è inevitabilmente legata a quella di suo padre, il capo della squadra mobile di Palermo, Boris Giuliano.

Una eccellenza dell’investigazione nazionale, tra i primi, in anni oscuri e omertosi per la Sicilia e l’Italia, a dare un reale impulso alle indagini su Cosa nostra, a intuirne la micidiale strategia, a scoprire i suoi affari legati al traffico di droga e agli appalti. Boris venne ucciso mentre sorseggiava un caffè in via De Blasi, al bar Lux. La mafia, vile e feroce, incaricò il sicario dei Corleonesi, Leoluca Bagarella, di sparargli alle spalle sette colpi. Alessandro Giuliano aveva 13 anni quando perse suo padre. Accadde il 21 luglio 1979. Un dolore inconsolabile che seppe trasformare in determinazione nel seguirne le orme e diventare un formidabile poliziotto.

UNA VITA DEDICATA AL SERVIZIO

Da subito decise che avrebbe seguito le ombre di suo padre, un fuoriclasse dell’investigazione. E i cronisti che all’epoca ogni giorno andavano in questura per cercare notizie sulla sanguinosa offensiva dei Corleonesi, ricordano di averlo visto, di tanto in tanto, ragazzino esile e discreto, salutare i colleghi del papà. “Quello è Alessandro, il figlio del grande Boris”, sussurravano con rispetto gli agenti. Ha respirato quell’aria da poliziotto sin da piccolo, è diventato un poliziotto eccellente.

Giuliano lascia un altro incarico di livello, quello di direttore dello SCO, il Servizio Centrale Operativo, una delle articolazioni della DAC, la Direzione Centrale Anticrimine con sede a Roma. Al suo posto un altro investigatore che ha conosciuto Napoli, l’ex capo della squadra mobile di Napoli, Fausto Lamparelli.

Ricco di esperienze e successi investigativi, il curriculum di Alessandro Giuliano: tra le tante indagini portate a termine spicca quella sul serial killer di Padova, Michele Profeta.

Il nuovo questore di Napoli in settimana saluterà i colleghi del Dac. Quindi, nel prossimo Consiglio dei ministri, sarà nominato dirigente generale, passaggio tecnico per assumere i gradi di questore di Napoli. Ma da sabato inizierà la sua esperienza napoletana.

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