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papa francesco napolitano1Roma, 14 novembre 2013 – Avvia la mattinata con un messaggio a Confindustria per ribadire quanto sia “essenziale restituire fiducia alle nuove generazioni” e riserva le frasi forti per la riflessione di tutti all’intervento di fronte al Papa, ricevuto oggi al Quirinale. Il Capo dello Stato chiede alla politica di liberarsi “dalla piaga della corruzione e dai piu’ meschini particolarismi” e poi descrive un’Italia stretta da “stravolta da esasperazioni di parte in un clima avvelenato e destabilizzante”. E ne ottiene in cambio un uno-due dal Pdl, con Bondi che gli rinfaccia di “non aver fatto nulla per pacificare” e Brunetta che lo invita a “non restare a guardare”.
Una giornata di ordinario scontro nella politica, ma non ordinaria per quella visita al Colle di Francesco che non manca di far sentire la sua voce su un “momento attuale segnato dalla crisi economica che fatica ad essere superata e che, tra gli effetti piu’ dolorosi, ha quello di una insufficiente disponibilita’ di lavoro”. Francesco richiama alla necessita’ di “moltiplicare gli sforzi per alleviarne le conseguenze e per cogliere ed irrobustire ogni segno di ripresa”, ma segnala anche che in Italia, “la famiglia ha bisogno della stabilita’ e riconoscibilita’ dei legami reciproci, per dispiegare pienamente il suo insostituibile compito”.
Sta a Napolitano avvertire che la politica, conserva “la drammatica necessita’, di recuparare partecipazione, consenso e rispetto, liberandosi della piaga della corruzione e dai piu’ meschini particolarismi”. “Siamo lontani – aggiunge rivolto a Papa Bergoglio – dalla cultura dell’incontro che ella ama evocare. Per noi e’ tempo di levare piu’ in alto lo sguardo”.
Una giornata densa di significati, come del resto era naturale che fosse, e che si chiude con l’invocazione del Papa “Iddio protegga l’Italia e tutti i suoi abitanti” e con l’auspicio, rivolto a Napolitano che l’Italia “attingendo dal suo ricco patrimonio di valori civili e spirituali, sappia nuovamente trovare la creativita’ e la concordia necessarie al suo armonioso sviluppo, a promuovere il bene comune e la dignita’ di ogni persona, e ad offrire nel consesso internazionale il suo contributo per la pace e la giustizia”.
Italia e papa argentino: due mondi a parte, apparentemenet.
In realta’ non e’ cosi’, se e’ vero che, all’inizio dei colloqui a quattr’occhim, tra Napolitano e Bergoglio si ha uno scambio di confidenze sui problemi che entrambi si sono trovati ad affrontare nei rispettivi paesi e ruolli. I due parlano delle esperienze politiche e di governo a Roma come a Buenos Aires, partendo da molto lontano: la Seconda Guerra Mondiale.
Il tono viene definito da fonti autorevoli “molto disinteressato, distaccato e storico”. Ma la storia e’ sempre maestra di vita. (AGI) .

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