Il Presidente Bukele diffonde foto dei detenuti ammassati: “consenso nella maggioranza del paese”

Il governo di El Salvador ha deciso di estendere la ‘quarantena domiciliare obbligatoria’ in corso nel Paese introdotta per contenere la pandemia da coronavirus per altri 17 giorni, fino al 16 maggio 2020.

Via Twitter il presidente Nayib Bukele ha diffuso il decreto esecutivo firmato ieri dal ministro della Sanità, Francisco Alabi, che ratifica la dichiarazione del territorio nazionale come zona epidemica e regola la circolazione delle persone.

Per coloro che trasgrediranno la quarantena è previsto un isolamento obbligatorio di 30 giorni, che sarà applicato però solo alle persone che manifesteranno un fondato sospetto di essere contagiate dal Covid-19.

Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Sanità, in El Salvador sono stati confermati 345 contagiati, di cui otto deceduti.

Il pugno duro di Bukele trova il consenso della maggioranza del Paese

(RaiNews24) Al termine del suo primo anno al potere, il presidente salvadoregno Nayib Bukele combatte su due fronti, da un lato l’epidemia del coronavirus dall’altro le potenti bande di strada che seminano il terrore nel paese e lo fa con metodi che tuttavia secondo molti osservatori mettono a rischio la giovane democrazia. Le immagini scioccanti che vengono dalla prigione di Izalco a San Salvador sembrano dimostrarlo.

Secondo i numeri ufficiali avrebbe ridotto drasticamente la criminalità. Il governo ha denunciato 65 omicidi a marzo, una media annua di 2,1 al giorno in un paese che ha visto anche più di 20 uccisioni al giorno.

Lo scorso fine settimana, tuttavia, ci sono stati 60 omicidi, un’impennata di violenza che sarebbe stata orchestrata dai membri delle bande in carcere.

Il governo di Bukele ha reagito divulgando video e foto di centinaia di detenuti appartenenti a una gang, praticamente nudi e accatastati l’uno contro l’altro nel cortile del carcere come punizione.

Ha anche twittato un video che mostra i detenuti che fanno cenni con gli asciugamani da dietro le sbarre sostenendo che è così che i detenuti comunicavano con il mondo esterno impartendo gli ordini per gli omicidi. Martedì, le autorità penitenziarie hanno chiuso le celle per impedire ogni comunicazione ai prigionieri.

Il presidente non si è fermato alla divulgazione delle foto e dei video umilianti, ma ha anche ordinato che membri di bande diverse siano messi nelle stesse celle della prigione, una misura senza scrupoli che potrebbe far deflagrare la situazione con ulteriori spargimenti di sangue. Gli analisti per altro avvertono che questa strategia potrebbe anche incoraggiare i membri delle diverse bande a coalizzarsi contro lo Stato. (RaiNews24)