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Martina ha vissuto appena sei mesi, senza mai uscire dall’ospedale. Attaccata ai tubi e alle macchine. La madre, con un trascorso difficile alle spalle, inizialmente non se l’è sentita di riconoscerla per via della sua situazione economica e di tutti quei problemi di salute che senza delle risorse finanziarie alle spalle sarebbe stato ancora più complicato affrontare. L’ha però fatta in un secondo momento anche il Comune di Moncalieri in realtà è stato nominato tutore.

Già quando è venuta al mondo, al Santa Croce di Moncalieri, avevano detto alla donna che sarebbe stato difficile che superasse i primi giorni: la piccola era nata con una malattia genetica e una grave cardiopatia. Di fatto ha conosciuto solo il reparto Sapi (Subintensiva allargata prima infanzia) del Regina Margherita di Torino. I giorno dell’Epifania, questo piccolo angelo è volato in cielo. Per tutti questi sei mesi la sua famiglia sono stati gli assistenti sociali del Comune di Moncalieri, che già seguivano la madre.

L’hanno vista crescere e lottare, tra pianti e momenti più sereni. Hanno sperato che alla fine ce la facesse, che vincesse una battaglia impossibile, ma ci sarebbe voluto davvero un miracolo. Non solo, hanno cercato di riavvicinare, nonostante la situazione, la mamma alla piccola. E quando questa piccola vita alla fine si è spenta, è stata una sconfitta per tutti. Un dolore immenso. Martina non c’era più: non dovevano più andare in ospedale a prendersi cura di lei. Ormai però questa bambina era entrata nel cuore di tutti quelli che l’avevano conosciuta

E così quelle persone hanno deciso di farsi carico loro tutte le spese del funerale: dai servizi sociali del Comune di Moncalieri è partita una colletta a cui hanno preso parte un po’ tutti quelli che avevano avuto modo di conoscere il sorriso di quella bambina, Martina. Lo stesso sindaco, Paolo Montagna, che in questi mesi le ha fatto da curatore legale, ha dovuto suo malgrado prendere delle decisioni difficili in merito alla sua salute con l’assessore ai servizi sociali del Comune, Silvia Di Crescenzo. Gli stessi assistenti sociali che l’hanno seguita fin dalla sua nascita. Proprio da loro, da Giuseppina, è partita l’idea di raccogliere dei soldi per lei. E ancora, gli infermieri e i medici del Regina Margherita. E decine e decine di persone tra privati cittadini, personale dell’Asl di Moncalieri e due comunità religiose.

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