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SOS1306911Palermo, 3 settembre 2013 – GIORGIO ha cominciato a vomitare senza sosta. I genitori lo hanno caricato in auto e sono arrivati in tutta fretta all’ospedale Di Cristina. Il neonato di tre mesi ha rischiato la vita per alcune fratture, la più grave alla testa. Ai medici i due coniugi hanno raccontato che il bimbo tentando di “gattonare” si era ferito. Una ricostruzione inverosimile e smentita dalle consulenze mediche che hanno accertato maltrattamenti sul neonato. “Massacrato di botte “, hanno riferito i medici del reparto di Rianimazione ai carabinieri e sulla cartella hanno scritto: “Sindrome da maltrattamento “. Braccia e gambe rotte così come una parte della nuca. Lividi in tutto il corpo. Il piccolo Giorgio è stato pestato e proprio per la frattura alla testa rischia la vista e la sordità. I genitori sono stati denunciati dai medici, la Procura li ha indagati per tentato omicidio ma, al momento, non è stata disposta nei loro confronti alcuna misura cautelare.

Marito e moglie respingono le accuse e a loro volta hanno puntato il dito contro i medici che, a loro dire, avrebbero sbagliato la diagnosi. Ma a confortare gli accertamenti dei medici della Rianimazione è arrivata anche la consulenza di un genetista, che ha escluso malattie genetiche in grado di poter provocare quelle fratture. Il tribunale dei minori ha così deciso di togliere la patria potestà alla coppia che vive in corso dei Mille e il neonato è stato inserito nella lista dei bambini da adottare.

Il procuratore aggiunto Maurizio Scalia e il pm Carlo Lenzi, che hanno iscritto nel registro degli indagati i genitori del neonato, vogliono escludere che le lesioni possano essere causate da una malattia genetica. Per questo motivo in settimana conferiranno l’incarico a un genetista che valuterà se le fratture possono essere state in qualche modo causate da una patologia. Il pm non ha ancora sentito il padre, mentre la madre ha parlato della loro depressione ai carabinieri, indicando il marito come possibile responsabile. Il magistrato ascolterà entrambi solo dopo aver ricevuto i risultati delle consulenze.

Giorgio (il nome è di fantasia) è stato accompagnato all’ospedale dei Bambini il 14 agosto. Sin dai primi soccorsi, i medici si sono accorti che quel neonato era vittima di maltrattamenti. Solo dopo una lunga audizione la mamma del piccolo ha accusato il marito. “Sono depressa  –  ha raccontato la donna ai militari  –  e spesso è mio marito a occuparsi di nostro figlio, ma anche lui soffre da anni di depressione e forse per fare star zitto il bambino lo ha picchiato”. La coppia è senza lavoro, il marito è figlio di un primario in pensione ma da anni soffrirebbe di alcuni problemi psicologici. Entrambi i genitori sono stati sottoposti ad un prelievo di sangue: non sono risultati
assuntori di alcol e di droghe.

Gli specialisti dell’ospedale Di Cristina hanno scoperto e accertato che il piccolo avrebbe subito altre fratture in passato, già ricomposte. Il neonato resta ricoverato in Rianimazione dove viene coccolato dai medici e dagli infermieri. Ha recuperato anche un po’ di peso: è quasi sei chili, ma in ospedale era arrivato leggermente sotto peso. “Forse il bambino non si nutriva  –  spiegano i sanitari  –  perché ormai sotto shock”.

La storia di Giorgio ricorda quella di Samuele, il bambino di 18 mesi palermitano che due anni fa venne salvato dai medici del Di Cristina da un’overdose di cocaina. Il piccolo era stato pestato dalla madre e dal convivente. I due vennero arrestati. Samuele è stato adottato. (repubblica.it)

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