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Campagna critica di consapevolezza e partecipazione della cittadinanza per una maggior equità nelle istituzioni. Se sei d’accordo, condividi questa iniziativa

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In Italia, il Presidente della Repubblica guadagna 239mila euro lordi l’anno, negli degli Stati Uniti lo stipendio dell’inquilino della Casa Bianca è fissato per legge a 400mila dollari (350.000 euro circa). Eppure, a dispetto del ruolo e del valore del loro incarico, c’è chi nella Pubblica Amministrazione italiana guadagna molto di più, pur non essendo investito neanche lontanamente di simili responsabilità. Nel nostro Paese, infatti, un ex avvocato dipendente di un Comune medio come Perugia può avere un vitalizio che arriva fino a 651 mila euro lordi l’anno, ovvero tanto per dire il doppio dello stipendio di Barack Obama e il triplo di quello del cancelliere tedesco, Angela Merkel.

Stessa cosa dicasi per le regioni: solo la spesa per dirigenti e consulenti della Regione Lazio, lo scorso anno ci è costata qualcosa come 10 milioni di euro, e tutti ben conosciamo sia l’efficienza di quella Amministrazione, in deficit cronico di miliardi di euro, sia il sistema delle partecipate, che tra Regione e Romacapitale hanno creato un buco di bilancio da oltre 40 milioni di euro nel 2014. E troppi altri esempi si potrebbero portare in giro per il Paese.

Il governo italiano ha recentemente introdotto una norma che fissa un tetto massimo (239.000 euro, pari al compenso del Capo dello Stato, appunto) agli stipendi dei dirigenti pubblici. Ma consulenti e boiardi di Stato continuano a prendere retribuzioni, consulenze e pensioni d’oro senza alcun limite. Serve una norma definitiva che metta fine allo spreco ingiustificato di denaro pubblico.

Nessuno dovrebbe guadagnare più del Presidente della Repubblica, del Governatore di Regione o del Sindaco, nei rispettivi contesti in cui operano. È una questione etica, prima che politica.

Se sei d’accordo, sostieni questa iniziativa e contribuisci anche tu a diffondere il messaggio.

di Redazione

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