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Ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali, dopo 5 anni e mezzo di carcere minorile, Remi Nikolic, il giovane nomade che nel gennaio 2012, quando non aveva ancora 18 anni, a bordo di un suv travolse e uccise l’agente di polizia locale Niccolò Savarino, a Milano, e venne arrestato in Ungheria.

Lo ha deciso il Tribunale per i Minorenni di Milano accogliendo l’istanza dell’avvocato David Russo. Nikolic, che ha 23 anni, è stato condannato in via definitiva per omicidio volontario a 9 anni e 8 mesi. La misura, spiega il collegio dei giudici presieduto da Emanuela Gorra, “può rivelarsi utile per favorire il processo di integrazione sociale del condannato e, nel contempo, impedire la commissione di altri reati”.

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Al Beccaria, in questi anni, Nikolic ha studiato, partecipato a una serie di attività formative e svolto anche il lavoro esterno in un’associazione teatrale. Ed è proprio partendo da questo comportamento che i giudici annotano: ha mostrato “di volersi distanziare dallo stile di vita del contesto familiare che in passato aveva fatto proprio e di voler effettuare in modo non strumentale scelte tali da esprimere la sua volontà di cambiamento”. Per Nikolic, nato nel ’94 in un carcere di Parigi dove era detenuta la madre, il “fine pena” è previsto per il primo marzo 2021, “tenuto conto della liberazione anticipata”.

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