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I giudici evidenziano che “sotto il profilo comportamentale il giovane ha costantemente mantenuto una condotta corretta ed esente da rilievi disciplinari”. Nel corso della detenzione, poi, scrive il Tribunale, il ragazzo ha iniziato “un processo introspettivo di rielaborazione del reato, mostrando un autentico bisogno di riparazione pur nella consapevolezza dell’irreparabilità delle conseguenze del suo gravissimo gesto”.

Inoltre, in una “seconda fase”, ha conseguito il diploma di scuola media inferiore e la “qualifica triennale di operatore del legno” e ha svolto in regime di lavoro esterno attività presso un’associazione teatrale, “fruendo altresì di una borsa lavoro presso i laboratori Ansaldo del Teatro alla Scala di Milano con risultati giudicati altamente positivi”. Ha ottenuto anche “numerosi permessi premio”, sempre comportandosi bene. Ora frequenta già “un ambiente lavorativo e artistico”, che costituisce per lui, secondo i giudici, “occasione di riscatto”. Per il Tribunale potrà continuare a svolgere la sua attività anche “attoriale” nell’associazione, “usufruendo” di un alloggio “offertagli a titolo gratuito dal socio fondatore” dell’associazione e dovrà proseguire i colloqui psicologici e attenersi alle prescrizioni imposte.

La Cassazione nell’aprile del 2015 aveva confermato la condanna a 9 anni e 8 mesi per Nikolic. Era stata, dunque, confermata dalla Suprema Corte la sentenza del dicembre 2013 con cui la sezione minorenni della Corte d’Appello di Milano aveva ridotto la pena per l’imputato, assistito dal legale Russo, ortandola dai 15 anni, che gli erano stati inflitti in primo grado dal Tribunale per i Minorenni, a 9 anni e 8 mesi.

 

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