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Nicola CalipariPER NON DIMENTICARE.

Nicola Calipari (Reggio Calabria, 23 giugno 1953 – Baghdad, 4 marzo 2005) è stato un agente segreto italiano ucciso da soldati statunitensi in Iraq, nelle fasi immediatamente successive alla liberazione della giornalista de il manifesto Giuliana Sgrena.

ONORIFICENZE

Nicola Calipari è stato insignito il 19 marzo 2005 dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

100px-Valor_militare_gold_medal_BAR.svgMedaglia d’Oro al Valor Militare
Di iniziativa del Presidente della Repubblica, alla memoria. Capo Dipartimento del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare – già distintosi per avere personalmente condotto molteplici, delicatissime azioni in zona ad altissimo rischio – assumeva il comando dell’operazione volta a liberare la giornalista Giuliana Sgrena, sequestrata da terroristi in Iraq. Prodigandosi con professionalità e generosità, sempre incurante del gravissimo rischio cui consapevolmente si esponeva, animato da altissimo senso del dovere, riusciva a conseguire l’obiettivo di restituire la libertà alla vittima del sequestro, mettendola in salvo. Poco prima di raggiungere l’aeroporto di Bagdad, nel momento in cui l’autovettura sulla quale viaggiava veniva fatta segno di colpi d’arma da fuoco, con estremo slancio di altruismo, faceva scudo alla connazionale con il suo corpo, rimanendo mortalmente colpito. Altissima testimonianza di nobili qualità civili, di profondo senso dello Stato e di eroiche virtù militari, spinte fino al supremo sacrificio della vita.» — Bagdad, 4 marzo 2005

Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri» — Roma, 2 giugno 2004

Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica» — Roma, 13 settembre 1999

Medaglia d’Oro della Regione Toscana
«Vogliamo sottolineare l’importanza della memoria a breve termine, non dobbiamo ricordare solo i fatti lontani nel tempo ma anche quelli più vicini. E questo è anche un modo per affermare altri due principi. Il primo, come richiesto anche dal presidente Napolitano, è che noi dobbiamo collocarci a fianco delle vittime senza esitazioni. L’altro punto riguarda invece il bisogno di verità che c’è nel Paese e bisogna lavorare, per quanto ci è possibile, affinché le vicende non rimangano nell’oscurità e nell’indeterminatezza. La memoria deve essere un fatto permanente, e quella mozione ha il significato di un impegno alla ricerca della verità e della giustizia. Stiamo sempre dalla parte delle vittime. In una società nella quale trionfa la politica spettacolo noi dobbiamo continuare a stare dalla parte delle vittime, che siano vittime del terrorismo, della criminalità organizzata o di vicende internazionali complesse come quella nella quale ha perso la vita Nicola Calipari. Affinché il nome e l’operato di Nicola Calipari non siano dimenticati, ma siano il pentagramma su cui si iscrive una domanda di verità.» — Firenze, 9 giugno 2008

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