Telefonia, partono i rincari “a sorpresa”: niente penali per chi decide di cambiare operatore

Rincari “a sorpresa” nei contratti telefonici, niente penale per chi cambia operatore

L’AgCom ha stabilito che i clienti che si sono visti modificare l’abbonamento “a sorpresa” potranno recedere dal contratto senza alcuna spesa aggiuntiva

Niente penali per chi cambia operatore telefonico, se il suo contratto è stato cambiato “a sorpresa” senza essere chiaramente informato sugli eventuali rincari. E’ quanto ha disposto l’Autorità garante delle telecomunicazioni (AgCom), che è intervenuta in seguito a una serie di rincari di massa, sia su telefono fisso che su mobile.

“È un nuovo principio che abbiamo introdotto, a tutela degli utenti, prima all’interno di una recente diffida a Tim e ora, a fine aprile, con una analoga che abbiamo fatto a Fastweb”, ha spiegato a Repubblica Antonio Nicita, commissario dell’AgCom. Le diffide riguardano il passaggio da parte di questi operatori a tariffe con addebito ogni 28 giorni anziché mensili su rete fissa, dal primo aprile per Tim e dal primo maggio per Fastweb. “Però il nuovo principio vale per tutti i cambi unilaterali di contratto (cioè imposti dall’operatore all’utente), di qualunque gestore”, specifica Nicita.

Le diffide sono partite quindi perché “l’Autorità ha ritenuto insomma che gli operatori stessero provando ad aggirare, almeno in parte, i diritti degli utenti colpiti da questi cambi”, ha concluso Nicita. In più, l’AgCom ha stabilito che gli operatori non potranno nemmeno chiedere il rimborso dei costi promozionali (ossia gli sconti concessi agli utenti al momento dell’attivazione) e in più dovranno spiegare chiaramente che il passaggio a 28 giorni comporta un rincaro dell’8,6 per cento.

Intanto è attesa la decisione sulla questione del Tar del Lazio, al quale gli operatori delle telecomunicazioni si sono rivolti per bloccare la delibera dell’Agcom che vieta, dalla fine del prossimo mese, le tariffe a 28 giorni su rete fissa. In caso di risposta negativa da parte del Tar, gli operatori dovranno tornare alle tariffe mensili e affrontare anche il rischio di dover accordare dei rimborsi di massa.

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