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La Corte europea dei diritti dell’uomo cui l’uomo ha fatto ricorso: “Il giudice ha escluso l’aggravante del terrorismo”

Ritenuto vicino all’area anarchica bolognese, trovato in possesso di materiale esplosivo e istruzioni per fabbricare una bomba, ma da qualche ora tornato in libertà per decisione del tribunale che ha reso vano un decreto di espulsione dopo l’espressione della corte europea dei diritti dell’uomo.

L’uomo era stato condannato a quasi due anni di detenzione, pena sospesa

Il protagonista è un giovane di 25 anni, nigeriano, residente nel bolognese da quando aveva nove anni. Il ragazzo era stato arrestato poichè ritenuto dagli inquirenti pericoloso esponente dell’ala anarco-insurrezionalista emiliana.

Lo scorso 15 luglio dal Viminale era stato emesso un decreto di espulsione, bloccato però (quando il ragazzo si trovava a Malpensa) dopo il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, facendo quindi slittare la procedura burocratica.

Successivamente, indirizzato ad un centro permanenza e rimpatri in oun altro tribunale non ha convalidato il fermo nel Cpr (centro permanenza e rimpatri)

La Corte cha chiesto al Governo se le autorità hanno esaminato la proporzionalità dell’ordine di espulsione, considerando gli effetti della stessa sulla vita privata e familiare del giovane, tenendo conto che il migrante, in Italia da 17 anni, ha passato la maggior parte della vita in Italia.

Ora questo potenziale terrorista è tornato libero”, ha denunciato Matteo Salvini, “Ovviamente non mollo e monitoriamo la situazione, ma la vicenda è vergognosa. Uno schiaffo agli italiani perbene, alle Forze dell’Ordine e agli inquirenti. Riforma della Giustizia subito”.

“Tutti gli elementi rappresentati dalla Questura non possono che concretizzare meri indizi della asserita pericolosità, mai cristallizzata in provvedimenti giurisdizionali”. E’ un passaggio del provvedimento con cui il giudice di pace che non ha convalidato il trasferimento del 25enne nel CPR.

La Corte – spiegano i difensori del giovane – ha espresso “seri dubbi sulla legittimità dell’espulsione”.

Prseguono i legali a repubblica.it : “leggere di ‘vicenda vergognosa’ nei confronti di ‘potenziali terroristi’ suscita disappunto e amarezza: da una parte, infatti, vi è il rischio della delegittimazione, agli occhi della pubblica opinione, di organi giurisdizionali sovranazionali e nazionali, che giudicano in base a regole condivise anche di rango costituzionale, e nei cui confronti tutti (ed ancor di più chi riveste importanti ruoli politici ed istituzionali) dovrebbero guardare con fiducia e rispetto, a prescindere dall’esito più o meno ‘gratificante’ per le proprie ragioni”.

 

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