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Il Cav ai leader Ue: “La guerra a Gheddafi fu errore imperdonabile”. E propone: “Fermare l’Isis arruolando i mercenari”

berlusconi

“Fare la guerra a Muhammar Gheddafi e illudersi che dopo la cosiddetta Primavera araba non ci sarebbero stati più problemi, è stato un errore imperdonabile.

Adesso tutti mi danno ragione, ma è troppo tardi”. Parlando con l’Ansa nel corso di una intervista sull’ingresso in Forza Italia di Adriana Poli Bortone, Silvio Berlusconi accusa apertamente i responsabili del caos libico. La minaccia jihadista, la destabilizzazione del Nord Africa e la bomba migratoria sono figlie degli errori dell’Occidente. “Avevo avvisato i governi europei e quello statunitense – aggiunge il Cavaliere – che il cambio di regime in Libia avrebbe dato luogo ad un disastro”. E purtroppo così è avvenuto. “La nazione è collassata, le centocinque tribù si combattono fra di loro e sono aumentate le bande di criminali e di terroristi jihadisti”.

L’avanzata dei tagliagole dello Stato islamico più che i continui sbarchi ha fatto aprire gli occhi all’Unione europea e agli Stati Uniti. Che adesso pianificano un intervento militare in Libia. Per il leader di Forza Italia, però, “il problema delle truppe Isis deve essere risolto dai governi libici attuali con una offerta ai mercenari per fame, conquistati dallo Stato islamico attraverso uno stipendio di 1.000 dollari al mese, e con la promessa dell’arruolamento nelle forze libiche e uno stipendio di poco superiore a quello che percepiscono attualmente”. Berlusconi ci tiene a far presente ai leader europei che “la complessità della situazione libica dovrebbe sconsigliare di intraprendere interventi frettolosi o superficiali”. Il Cavaliere è, infatti, “fermamente contrario” ai bombardamenti. “Bombardare – ci tiene a precisare – vorrebbe dire fare tante vittime innocenti. Inoltre si distruggerebbe tutto – continua – si incentiverebbero le migrazioni verso l’Italia e nessuno avrebbe più una casa e una città dove tornare”. Non solo. La guerra riporterebbe i cittadini libici a “quell’odio verso i colonizzatori italiani” che proprio il governo Berlusconi è riuscito a far superato con dieci anni di lavoro, arrivando a trasformare il 31 agosto dalla Giornata della Vendetta nella Giornata dell’Amicizia.

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