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“NON ERO TANTO LEGATO”

Passariello è stato interrogato per ore, insieme alla moglie, dalla Squadra Mobile di Salerno e dai colleghi di Nocera Inferiore. Dopo ore, il 37enne ha ammesso che non “era tanto legato” alla piccola e che, in fondo, “ha sempre preferito il maschietto”. E di “non averla trattata troppo bene”, soprattutto quando piangeva a causa del fastidio che aveva alle mani. Fastidio provocato da una patologia neurologica per la quale era stata visitata al Santobono di Napoli.

I due hanno anche fornito versioni diverse sull’origine dei lividi e delle escoriazioni della piccola Jolanda, fino ad accusarsi a vicenda. Per i magistrati comunque rimane grave la posizione del padre: a lui si contestano i continui maltrattramenti che avrebbero causato la morte della lattante. A gravare sulla situazione ci sono state anche le omissioni di soccorso.

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