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“Nella tortura, Signore, serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci piegare. Ti preghiamo, Signore, noi ribelli per amore”. È una delle più note frasi di “Ribelli per amore”, la preghiera dei partigiani composta da Teresio Olivelli, partigiano cattolico, oggi servo di Dio, morto il 22 gennaio 1945 nel lager nazista di Hersbruck. È la storia di un giovane che si accompagna a centinaia di altre. Il piemontese Gino Pistoni è stato uno dei più celebrati martiri cattolici della Resistenza, che fece parte delle formazioni garibaldine in Valle d’Aosta, o Aldo Gastaldi ‘Bisagno’, l’autorevole capo della banda Cichero (poi inquadrata nelle formazioni garibaldine) in Liguria, o ancora il padovano Luigi Pierobon, comandante della brigata “Stella” all’interno della divisione garibaldina “Ateo Garemi”, fucilato dai fascisti spiega un bellissimo articolo de La Stampa. Eppure, ancora oggi si fatica a ricordare il ruolo dei cattolici nella resistenza

Una denuncia dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – Sezione Sestri Levante e Tigullio

Dopo la parziale apertura verificatasi lo scorso anno, la locale sezione ANPC è suo malgrado costretta a denunciare di nuovo la propria estromissione dal corteo e dalle altre manifestazione collaterali organizzate a Sestri Levante per commemorare la fine del secondo conflitto mondiale e il ristabilimento della democrazia in Italia. Nel 2018, grazie al personale intervento del Presidente della sezione sestrina dell’ANPI Ezio Vallerio, la tradizionale fiaccolata serale della vigilia del 25 aprile si era conclusa con l’intervento di un valido oratore espressione della sezione spezzina di ANPC (il dott. Nicola Carozza) e la simbolica presenza sul palco del gonfalone appartenente al sodalizio partigiano cattolico retto dallo stesso Vallerio. Quest’anno, invece, ANPC non è stata chiamata a intervenire tramite un proprio rappresentante, e per di più non risulta essere nemmeno minimamente coinvolta e invitata a partecipare.

Tale determinazione, già anticipata in consiglio comunale dall’Assessore ai Servizi Sociali Lucia Pinasco a fronte di un specifica interpellanza dei consiglieri di minoranza Albino Armanino e Paolo Smeraldi discussa lo scorso 27 marzo avente ad oggetto “Coinvolgimento di tutte le Associazioni di Partigiani e Combattentistiche e d’Arma in occasione del 25 Aprile – Anniversario della Liberazione”, costituisce una nuova, inaccettabile, discriminazione operata dall’Amministrazione comunale di Sestri Levante ai danni dell’associazione che porta avanti la memoria del partigianato cattolico.

Diversamente da quanto affermato dall’Assessore Pinasco, ANPI – da sola – non rappresenta affatto “tutti i partigiani” bensì soltanto una parte, avente un preciso connotato politico. Come noto, la guerra di liberazione ha visto l’apporto di tante formazioni diverse e ulteriori rispetto a quelle “garibaldine” espressione del Partito Comunista Italiano: formazioni, pure fondamentali, come quelle autonome, liberali, monarchiche, azioniste, ebraiche e, per l’appunto, cattoliche, che nel dopoguerra hanno dato vita a sodalizi distinti tuttora esistenti e operanti.

La Resistenza, insomma, è stata fatta anche da tante persone che hanno combattuto nel comune fronte antifascista animate da diversi ideali. Sostenere il contrario, allora, non vuol dire soltanto negare l’evidenza storica ma anche il rispetto dovuto ai loro sacrifici.

L’auspicio di ANPC – Sestri Levante e Tigullio è che ciò possa essere finalmente e definitivamente riconosciuto anche a Sestri Levante, come peraltro da tempo avviene altrove, nei comuni in cui le celebrazioni in occasione del 25 aprile vedono il più ampio coinvolgimento di tutte le realtà associative partigiane presenti sul territorio, senza faziose e ingiustificate disparità.

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