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Torino, donna si dà fuoco all’Inps: è grave. “Licenziata a gennaio, non ho ancora il sussidio di disoccupazione”

Dramma nel quartiere popolare di Barriera Milano. Stamattina ha scritto su Facebook: “Vado all’Inps e li faccio tutti neri, gli cambio i connotati”. L’amarezza del fratello: “Mia sorella vittima di un mondo del lavoro senza regole né solidarietà”

Dramma questa mattina nel quartiere popolare di Barriera Milano a Torino: una donna di 46 anni, residente a Settimo Torinese, nell’hinterland del capoluogo, si è data fuoco davanti agli sportelli dell’ufficio Inps di corso Giulio Cesare 290. Chi l’ha soccorsa è riuscito a spegnere le fiamme prima che potessero ucciderla ma lei è ugualmente in gravi condizioni: è ricoverata nella Rianimazione del Cto con ustioni in particolare a torace, braccia e volto. “Mi hanno licenziata, sono esasperata, non ce la faccio più” ha urlato in mezzo alla gente in fila prima di cospargersi il corpo di alcol e appiccare le fiamme con un accendino.

La donna era stata licenziata il 13 gennaio: faceva le pulizie in una birreria di Settimo, il “Befed brew pub” di via Ariosto 36 bis. Un rapporto di lavoro durato dieci anni per un servizio che la birreria aveva poi “esternalizzato”. Risultato: il licenziamento immediato e una vertenza sindacale per ottenere almeno il Tfr. Dopo un primo periodo di malattia la donna aveva chiesto la “Naspi”, l’indennità di disoccupazione. Secondo i primi accertamenti della stessa Inps aveva ricevuto solo i soldi dal 25 maggio in poi, poichè in precedenza non avrebbe consegnato i moduli per la richiesta dell’indennità. All’Inps di Torino è arrivata, dopo il dramma, anche la telefonata del presidente dell’ente previdenziale, Tito Boeri, che ha chiesto chiarimenti sulla vicenda.

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