“Non depistò indagini per favorire clan”. Assoluzione bis per il maresciallo nisseno Sillitti

sillitti

Innocenza confermata anche in appello per il maresciallo aiutante dei carabinieri Giuseppe Sillitti, nisseno di 46 anni, e per altri tre colleghi – Luigi Glori, Michele Falco e Giovanni Aidone – accusati di essere collusi con i clan Cenicola-Riggi di Lucera, nel Foggiano, depistando le indagini in loro favore. Così come in primo grado, anche la Corte d’Assise d’Appello di Bari ha assolto il sottufficiale dell’Arma nisseno e gli altri commilitoni con formula piena. “Il fatto non sussiste”. Un verdetto clamoroso quello pronunciato dai giudici d’appello che hanno demolito l’impianto accusatorio assolvendo tutti e 35 gli imputati accusati di estorsione, associazione a delinquere, minacce, incendi e danneggiamenti e favoreggiamento e coinvolti nell’operazione anticrimine “Reset-Atlantic City”. Unico condannato a 8 anni e 6 mesi Vincenzo Cenicola, accusato di aver compiuto un omicidio.
Giuseppe Sillitti era stato incriminato oltre un anno fa con gli altri colleghi, tutti all’epoca effettivi al Nucleo operativo della Compagnia di Lucera. Secondo la Procura di Lucera, rappresentata dal pubblico ministero Alessio Marangelli, i quattro carabinieri avevano depistato le indagini sugli appartenenti al clan, passando notizie riservate oppure omettendo che alcuni commercianti riferivano di essere stati contattati dagli esattori del “pizzo” nonostante avessero indicato i loro nomi. Un impianto accusatorio che non ha retto alla valutazione di due gradi di giudizio.
Il maresciallo Sillitti aveva trascorso 23 giorni nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere prima di essere scarcerato dal Tribunale del Riesame che aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare, così come aveva fatto pure la Cassazione anche nei confronti degli altri tre militari dell’Arma, poi reintegrati in servizio. Giuseppe Sillitti, infatti, è tornato a indossare la divisa e attualmente presta servizio come vicecomandante della Stazione carabinieri di Foggia. Il secondo round processuale ha visto ribadita l’innocenza di Sillitti e degli altri carabinieri che intanto hanno controquerelato il pubblico ministero Marangelli e i poliziotti che svilupparono l’indagine.

8 febbraio 2016

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