Non rivela al fidanzato la password di Facebook: lui la uccide a colpi in testa

ImmagineDa quando la fidanzata si era rifiutata di dargli la password di Facebook, per Kane Boyce il tradimento era diventato un’ossessione. Geloso e sospettoso, controllava regolarmente il cellulare di Paula Newman.
Ma quando lei gli aveva negato per l’ennesima volta l’accesso al proprio account, lui era impazzito dalla rabbia: così l’ha colpita alla testa ripetutamente e la ragazza è morta nella notte, nella loro casa di Croydon, a sud di Londra. Kane, 34 anni e Laura, 20, si erano conosciuti appena sette mesi prima del delitto che oggi, a distanza di poco più di un anno, ha un colpevole. Per la corte, il 13 novembre 2013, la ragazza non è morta a causa di una ferita alla testa riportata in seguito a un incidente d’auto: il trauma cranico le è stato provocato da quel ragazzo che si è dimostrato violento ma di cui lei era follemente innamorata e per il quale aveva lasciato la sua casa, in pochi giorni, per decidere di convivere.

Il giorno dell’omicidio Kane avrebbe insistito perché la ragazza gli desse la password per accedere a Facebook. Era sicuro che la giovane avesse un amante. Al rifiuto di Laura, l’uomo si è scagliato contro di lei colpendola ripetutamente alla testa. I vicini di casa, che in queste ore hanno testimoniato in aula, hanno raccontato di aver sentito Kane urlare e minacciare e poi di aver visto Laura che si aggirava stordita nel giardino di casa, presumibilmente dopo essere stata colpita alla testa. Alle prime luci dell’alba un’ambulanza è stata chiamata da casa Boyce-Newman: all’arrivo dei paramedici, la ragazza non rispondeva e non dava segni di vita. È morta per gravi lesioni alla testa.

Mentre Laura giaceva in fin di vita sul letto e i medici provavano a rianimarla, Kane tentava compulsivamente di accedere al profilo della fidanzata e ha ascoltato i messaggi in segreteria.
«I dati dimostrano che il suo telefono è stato utilizzato per accedere o tentare di accedere a una serie di siti tra le 04.59 e le 06.20. Poi è stata controllata la segreteria alle 06.54 e alle 7.00. Per le ferite riportate, Laura non sarebbe stata in grado di usare il telefono» ha detto l’accusa in aula. Senza contare che, a poche ore dalla morte della fidanzata, Kane, dopo essere uscito di prigione su cauzione, ha comprato un telefonino nuovo di zecca, ha pensato di cambiare il suo status in single e si è iscritto a un sito di incontri.

Nelle settimane prima della morte, Laura aveva parlato con un amico della sua volontà di lasciare il ragazzo anche se continuava ad amarlo: all’inizio la relazione era stata travolgente e lui l’aveva riempita di doni. Ma in pochi mesi la convivenza aveva reso chiara la vera natura di Kane: in passato aveva già picchiato alcune partner. Era aggressivo, geloso e violento. Ma, soprattutto, era ossessionato. Fino a uccidere.

di Federica Macagnone

Fonte Il Messaggero

Londra, 3 febbraio 2015

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