NON E’ IL TERRORISMO, E’ L’EUROPA A FAR PAURA

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E l’Europa? La domanda improvvisa risuona tra i pensieri di ciascuno di noi. Qual è la reazione dell’Europa alla strage di Bruxelles? Sappiamo come (non) hanno reagito le comunità islamiche italiane e occidentali, sappiamo come ha reagito il Belgio, sappiamo come hanno reagito i sopravvissuti? Ma l’Europa?
Proviamo a fare mente locale. L’Ue ha ufficialmente reagito scoppiando in lacrime, perché questa è la reazione dell’Alto Rappresentante agli Affari Esteri, l’italiana Federica Mogherini. In molti l’hanno insultata, alcuni l’hanno difesa sostenendo che la sua reazione ha denotato una grande umanità e che noi dobbiamo “restare umani” anche per sconfiggere il terrorismo.
Restiamo umani, stay human, era anche il motto di quel Vittorio Arrigoni, attivista filopalestinese, che restando umano fino alla fine è stato barbaramente ucciso dagli stessi palestinesi che difendeva con la sua propaganda antisionista.
Nessuno mette in dubbio l’umanità, la sensibilità e il gran cuore di Federica Mogherini, non a caso non risulta che sia stata presa di mira e criticata per questo. Semmai, va censurata per il fatto di aver mostrato pubblicamente debolezza, commozione e nervosismo, un atteggiamento che sicuramente piacerà ai terroristi e ai nemici dell’Ue, non certo ai cittadini che sono rappresentati dalla Mogherini. Mai piangere davanti al nemico.
Gli europei invece hanno reagito con i gessetti colorati e le scritte anti-terrorismo sulle strade e i marciapiedi di Bruxelles. Un modo alternativo per traslitterare nella vita reale i “Pray for Bruxelles” e i “Je Suis Bruxelles” che invadono i social networtk.
Non ci siamo, neppure in questo caso: non saranno i gessetti, gli spray e i motti pacifisti a sconfiggere violenza, terrorismo e odio.
In Italia il dibattito infervora: è colpa della mancata integrazione dei musulmani? O per caso è colpa del colonialismo occidentale? Qualcuno si spinge oltre: è colpa di Israele, è per questo che i musulmani ci odiano.
Nessuno si chiede se sia colpa di una eccessiva debolezza dell’Europa, che permette di allevare in casa terroristi con il passaporto francese, inglese, tedesco, belga. Speriamo non italiano. Quindi proprio il contrario: non è l’eccessiva cattiveria ad aver alimentato il terrorismo, ma l’eccessivo “buonismo”, parola che ormai viene usata per sminuire e prendere in giro chi osa criticare lo status quo. “Non è buonismo, è civiltà”, dicono i saputelli con i gessetti e le bandiere arcobaleno.
E intanto si discute su quanto sia pericoloso Trump dovesse mai vincere le elezioni in Usa, su quanto sia sciacallo Salvini a farsi fotografare e Bruxelles, su quanto siano simpatici i comici che si fanno fotografare con il cartello “Non ho paura di Salvini” (ma non è lui a farsi esplodere negli aeroporti, è troppo facile non avere paura di lui), si ride sulle battute di un satiro che si improvvisa esperto di geopolitica sostenento che i piloti degli aerei occidentali facciano più morti civili dei terroristi islamisti.
Parafrasando i due simpaticissimi comici, ci sarebbe la tentazione di scrivere un gigantesco “Non ho paura degli europei”. Già, perché prima dei fondamentalisti islamisti, sembrano proprio essere loro il problema. Cioè noi. Gli europei. La mentalità fallita e fallimentare, i valori disattesi e fraintesi, l’ipocrisia, la debolezza, le strumentalizzazioni politiche e le eterne discussioni sul nulla.
E il buonismo. Proprio lui. Questa parola che tanto non piace ai politicamente corretti, altrimenti detti semicolti, che forse si sentono punti sul vivo.
Ci hanno dichiarato guerra, bisogna combatterla con qualcosa di più consistente dei gessetti e le accuse di razzismo. Bisogna stanarli, casa per casa. Bonificare quartieri. E andarli a prendere uno per uno, costringendoli a guardarsi le spalle.
Bisogna fare come il Mossad dopo la strage delle olimpiadi del 1972. Cercarli, prenderli e ucciderli, senza dare tregua.
Non piacerà a tutti. Ma presto anche l’Europa dovrà fare come Israele, se vorrà sopravvivere. E forse capiremo che certe critiche a Gerusalemme non avevano proprio ragion d’essere.
Non è colonialismo, espansionismo, imperialismo, cattiveria dell’uomo bianco. E’ semplice istinto di sopravvivenza. Chi non ce l’ha, muore.
E per cortesia, per qualche tempo sospendiamo il dibattito sullo ius soli, visto che i presunti o aspiranti terroristi sono più difficili da espellere se hanno la cittadinanza.

 

Roma, 24 marzo 2016

Riccardo Ghezzi