“Non vedo l’ora di fare una bomba per Venezia”. Così parlavano gli arrestati. Le intercettazioni choc

“Non vedo l’ora di giurare ad Allah. Se mi fanno fare il giuramento sono già pronto a morire”. Lo dice, in una conversazione intercettata dagli investigatori, uno dei tre cittadini kosovari arrestati oggi a Venezia. Il procuratore reggente Adelchi d’ippolito oggi in conferenza stampa ha anche riferito altri passaggi delle comunicazioni tra gli arrestati: “con Venezia guadagni subito il paradiso per quanti miscredenti ci sono, non vedo l’ora di fare una bomba”.

Un altro degli indagati, invece, definisce “un grande” un terrorista che in uno dei video di propaganda del Califfato prepara una bomba e la mette in uno zaino, per poi andare a farsi esplodere. Nei dialoghi, infine, gli indagati magnificano anche l’ultimo attentato compiuto a Londra.

Tutta l’indagine e l’attività di intelligence sulla cellula jihadista scoperta a Venezia è imperniata in abitazioni nel pieno centro della città lagunare, nella zona di San Marco, dove – ha spiegato il procuratore Adelchi d’Ippolito – gli arrestati incontravano simpatizzanti e pregavano. Inneggiavano all’Isis, parlando di ideologia rivoluzionaria, e ipotizzando una serie di attentati.

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